Claudio Cerretelli commenta la scoperta di una volta a crociera in via S. Margherita «Filippo Lippi poteva incontrare Lucrezia nello studiolo» Nessun tunnel sotterraneo collega il convento di Santa Margherita al Duomo di Prato. A sostenerlo è Claudio Cerretelli, presidente del Museo Opera del Duomo di Prato. «Non ci sono documenti che attestino l'esistenza di un collegamento sotterraneo tra il Duomo e il convento, e pensandoci bene è quasi impossibile perché alle origini - spiega - il monastero era indipendente e non di proprietà della Cattedrale di Prato». Insomma, sembrerebbe davvero che l'amore scatenato tra Filippo Lippi e la giovanissima Lucrezia Buti non si sia servito di alcun passaggio nascosto per concretizzarsi, ma che, molto più banalmente, sia stato lo studiolo approntato dal Lippi nel monastero il vero scenario del loro amore scandaloso. E allora cosa ha trovato Osvaldo Brizzi sotto la propria bottega? Cos'è quella stanza dalle volte a crociera perfettamente intonacata e dagli ingressi murati? «Probabilmente sono gli scantinati del monastero che, come dimostra quello di San Vincenzo, possono essere anche molto grandi - spiega Cerretelli - Potrebbe essere uno dei locali che abitualmente venivano adibiti a lavanderia oppure l'imbocco delle fognature fatte nel '600, che sono cunicoli molto ampi». In realtà la stanza sotterranea scoperta sotto la bottega non è molto grande. Di forma rettangolare, presenta almeno tre ingressi interamente murati, di cui uno sul lato del muro che dà su via Santa Margherita. Dove sicuramente passavano le gore che portavano l'acqua in via Tintori. «Sul fatto che la stanza sotto la bottega sia diversa dalle altre di questa strada non c'è dubbio perché le ho viste con i miei occhi - spiega Osvaldo Brizzi - Dalla lavanderia più avanti, per esempio, si scendeva in uno scantinato con le volte a botte. Poi hanno restaurato il locale e a causa della perenne umidità dello scantinato chiuso e dimenticato tutto». Il monastero di Santa Margherita sembra in effetti un oggetto misterioso nella storia artistica e culturale pratese. Un oggetto misterioso perchè a tutti gli effetti dimenticato. La storia di Fra Filippo Lippi lo illumina brevemente facendone lo scenario del suo amore per Lucrezia, ma poi torna nell'oblio finchè, durante la seconda guerra mondiale, non viene bombardato. Amen. Da allora, l'antico pozzo è stato inglobato dagli stanzoni dei tessitori e le volte che lo sostenevano sono entrate a far parte integrante delle abitazioni di via Santa Margherita. Di quello che nasconde il livello sotterraneo insomma, si sono perse definitivamente le tracce. A.P.