A pagina 2 del "Tirreno" del 3 gennaio si parla del fiume Serchio e da quanto questo sia strizzato da case ed aziende. Nell'articolo a un certo punto si parla di cemento selvaggio e di "abusi, imbrogli e imperizia che hanno devastato il corso del fiume da Piazza al Serchio, Castelnuovo, Fornaci di Barga, Gallicano..." e via dicendo fino a Vecchiano. Credo che ogni realtà abbia più o meno giustificazioni da dare per le scelte operate su interventi urbanistici che, lo dobbiamo sottolineare, hanno comunque contribuito alla crescita economica del territorio. Per quanto riguarda il Comune di Gallicano mi premeva solo evidenziare che così come descritto non è stato. Infatti la zona di cui si parla nell'articolo (area Zinepri) era l'area dove sorgeva la Sipe Nobel e che l'Amministrazione di Gallicano ha proceduto solo al recupero con altre attività. Relativamente a queste attività si deve ricordare che nel sito della Sipe Nobel già nel 1870 era presente un'attività produttiva, ceduta nel 1935 alla Sipe Nobel, impresa di produzione esplosivi, che ha continuato la propria attività, con un breve periodo di chiusura negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, 1944-1946, fino al 1987. Di più: c'è una sola attività di lavorazione di rifiuti (e non tre) e un impianto di recupero di inerti per la quale l'Amministrazione comunale ha provveduto in questi giorni a firmare un protocollo d'intesa con l'Autorità di Bacino per la sua delocalizzazione e quindi in altra zona lontana dal fiume. Parlare di abusi e imbrogli è, quanto meno, fuori luogo. Su gli interventi da fare invece il Consiglio comunale di Gallicano, ma credo anche quello di Borgo a Mozzano, con un ordine del giorno da tempo ha chiesto di poter intervenire, a seguito di uno studio condotto con gli Enti competenti e l'Associazione degli Industriali, per eliminare i cumuli di materiali che procurano danni alle sponde, redistribuendo il materiale o asportarlo dove è in eccedenza. Rimaniamo in attesa di risposte e interventi precisi per evitare, in futuro, ulteriori danni ai nostri cittadini. Egidio Nardini, vice sindaco di Gallicano