CARATE URIO - Alla fine il cantiere delle 28 villette di Sassello è costato la condanna a nove mesi del sindaco Daniele Maggi, riconosciuto colpevole di falso in atto pubblico e abuso d'ufficio a fini patrimoniali. Dalle stesse accuse è stato invece assolto il direttore generale Cosimo Montalto, il solo altro imputato del processo visto che in precedenza aveva già patteggiato il costruttore, Marco Tramarin di Merone. Sono stati i giudici di Brescia a condannare Maggi. Il fascicolo è finito lì perché il suo coimputato Montalto - negligente sì, malvivente no, hanno stabilito i magistrati - a Como emetteva sentenze in veste di giudice onorario e dunque era opportuno cambiar aria. Il direttore generale aveva sottoscritto e ratificato l'atto falso con cui la giunta di Carate, nel novembre del 2002, assegnò a Tramarin l'esecuzione del famoso Piano di edilizia economico popolare progettato dall'urbanista Giuseppe Tettamanti su indicazione di Maggi. Un atto falso, hanno stabilito i giudici, perché al momento della stipula l'imprenditore edile non era in possesso dei terreni da edificare, né avrebbe potuto edficarli. Da questo "peccato originale" sarebbero scaturite tutte una serie di conseguenze a catena che hanno poi portato alla condanna dell'attuale sindaco. Tramarin, ha concluso il tribunale presieduto da Robertò Spano, era stato individuato come il costruttore giusto in modo ingiusto: non possedendo i terreni, non avrebbe avuto alcun diritto di prelazione per dedicarsi al piano. Il Comune avrebbe anzi dovuto attenersi a procedure di evidenza pubblica, cioè organizzare una gara tra più soggetti concorrenti. Possessore dei terreni al momento dell'approvazione era invece Valerio Rossoni, consigliere comunale di Cavallasca, immobiliarista e imprenditore di tutta una serie di servizi che erogava tra gli altri anche a Carate Urio. Rossoni, sentito come testimone a Brescia, ha spiegato di aver studiato il piano e la normativa di settore assieme all'architetto Tettamanti. E poi di aver comprato i vari appezzamenti di terreno da più proprietari. Poco tempo dopo l'adozione dello strumento, il professionista cavallaschino vendette a Tramarin per 826mila euro quanto aveva pagato 249mila euro. La doppia ingiustizia dei vantaggi ottenuti da Tramarin, costruttore senza gara d'appalto, e da Rossoni, che invece di essere espropriato dal Comune riuscì a vendere con mezzo milione di plusvalenza, ha provocato secondo il tribunale «una bolla speculativa tale da ricadere necessariamente sui prezzi di vendita delle case». Prezzi che avrebbero potuto essere popolari per davvero «se il Comune di Carate avesse espropriato le aree direttamente dai proprietari al momento dell'adozione». «La procedura scelta personalmente da Maggi a seguito degli accordi con Rossoni», continua il giudice «ha invece determinato un sostanziale aggiramento delle finalità del Piano di edilizia economica popolare». Circostanza sempre negata dal primo cittadino, secondo il quale, in definitiva, i prezzi delle villette sono rimasti comunque bassi. La sua condanna, va detto, è coperta dall'indulto, che rende inefficace anche i nove mesi di sospensione dall'incarico pure indicati in sentenza.
Maggi condannato per le villette poco popolari
Il sindaco di Carate Urio, Daniele Maggi, è stato condannato a nove mesi di reclusione per falso in atto pubblico e abuso d'ufficio a fini patrimoniali. La condanna è stata emessa dai giudici di Brescia. Maggi è stato accusato di aver assegnato l'esecuzione del Piano di edilizia economica popolare a un costruttore senza gara d'appalto, e di aver favorito un imprenditore immobiliarista che aveva comprato i terreni destinati al piano. Il direttore generale Cosimo Montalto è stato assolto. La sentenza ha stabilito che la procedura scelta da Maggi era un aggiramento delle finalità del Piano di edilizia economica popolare.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo