POMPEI. Centinaia di turisti sotto il sole ad attendere l'apertura degli scavi. È stato questo lo scenario di ieri mattina davanti agli ingressi della Pompei Antica, i cui ingressi sono stati aperti con due ore di ritardo per un'assemblea indetta dai sindacati, confederali e autonomi, del personale impiegato presso la locale soprintendenza. L'iniziativa da parte dei lavoratori del sito archeologico, che ha interessato anche gli scavi di Ercolano, Oplonti, Stabia ed il museo di Boscoreale, è stata attuata per la questione riguardante il pagamento delle spettanze arretrate riferite al periodo compreso tra gli anni 1988 e 1996. Un simile problema in realtà è ormai una costante che da tempo causa la convocazione di assemblee, con ritardi nell'apertura del sito archeologico, e disagi per i turisti. Proprio i disagi non sono mancati ieri mattina, soprattutto per il caldo e l'afa, e per un sole che ha iniziato a picchiare su Pompei a partire dalle ore 8 del mattino. L'iniziativa sindacale era stata annunciata per tempo, ma non erano pochi i visitatori che ignoravano l'assemblea dei lavoratori, e hanno preferito utilizzare le prime ore del mattino, certamente più fresche, per ammirare l'Antica Pompei. Invece per i turisti l'attesa si è trasformata in un vero e proprio inferno. I disagi maggiori hanno interessato anziani e bambini. Alcuni turisti cercavano un po' di frescura sotto qualche albero, oppure bagnandosi con l'acqua minerale acquistata nei chioschi presenti nella zona. Problemi nell'area si sono verificati anche a danno del traffico veicolare, che ha subito non pochi rallentamenti. Chiaramente l'attesa e il caldo hanno scatenato le proteste di non pochi visitatori, soprattutto perché un simile scenario rappresenta quasi una caratteristica di Pompei. Ciò è stato ribadito in particolare da un gruppo di giovani turisti italiani, provenienti dalla Lombardia che ha affermato: «È la terza volta che veniamo in visita a Pompei durante l'estate e per la terza volta siamo costretti ad attendere sotto il sole prima di poter entrare negli scavi. Ma soprintendenza e lavoratori non si accorgono che in questo modo rischiano di allontanare i turisti?». Poi intorno alle 10,40 gli ingressi dell'area archeologica sono stati aperti, ed è iniziato il deflusso dei visitatori nella Pompei Antica. I rappresentanti sindacali si sono scusati per i disagi arrecati all'utenza, incolpando la soprintendenza archeologica che a loro dire da mesi, se non anni, evita di affrontare le questioni poste dalla categoria. Una simile visione viene però nettamente smentita dai vertici dell'ufficio di via Villa dei Misteri, dipendente dal Ministero dei beni culturali, e coordinato da Pietro Giovarmi Guzzo (soprintendente) e da Giovanni Lombardi (direttore generale). I responsabili della soprintendenza infatti accusano i sindacati di boicottare qualsiasi tentativo di soluzione alle diverse vertenze, a totale danno dei visitatori, il cui numero, secondo i dirigenti dell'amministrazione degli scavi pompeiani, è in netto calo proprio per le continue assemblee dei lavoratori. Purtroppo questo tipo di iniziativa, con i relativi disagi per i turisti, è destinata a proseguire per tutta la settimana. Infatti altre assemblee del personale, convocate dai sindacati, sono previste per oggi e sino a venerdì prossimo, ed anche in questi casi i siti archeologici dell'area vesuviana apriranno alle ore 10,30 con due ore di ritardo rispetto al solito.
Pompei. Turisti, "inferno" davanti agli Scavi
Ieri mattina, davanti agli ingressi della Pompei Antica, si è verificato un grande affollamento di turisti che hanno dovuto attendere due ore per entrare negli scavi a causa di un'assemblea indetta dai sindacati del personale impiegato presso la soprintendenza. L'iniziativa era stata attuata per la questione del pagamento delle spettanze arretrate riferite al periodo 1988-1996. I turisti hanno dovuto affrontare un caldo e un sole che ha iniziato a picchiare alle ore 8 del mattino, causando disagi, soprattutto per anziani e bambini.
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