Il 2010 rischia di essere un anno difficile per le autorizzazioni paesaggistiche, con inevitabili ricadute per i professionisti che devono presentare i progetti di intervento sulle aree vincolate. Intanto, perché l'aumento dei soggetti che concorrono al procedimento di rilascio dei permessi non porta con sé alla semplificazione e all'accelerazione delle procedure; rischia anzi, come insegna l'esperienza, di complicarli e di ritardarli. Dal 1 gennaio, inoltre, in diverse realtà le funzioni paesaggistiche sono ritornate direttamente nelle mani delle regioni, cioè di amministrazioni più lontane dal cittadino interessato al permesso. Il che contribuisce ad aggravare i procedimenti. Questo riappropriarsi di competenze in materia di paesaggio da parte delle regioni è dovuto al fatto che le deleghe affidate dalle amministrazioni regionali soprattutto a comuni o associazioni di comuni, ma anche a province e parchi regionali, possono continuare a essere esercitate soltanto se quei soggetti possiedono i requisiti di organizzazione di competenza tecnico-scientifica in materia paesaggistica. Criteri che devono essere verificati dalle regioni, le quali, se riscontrano lacune, devono riappropriarsi delle competenze sul paesaggio. Questi elementi, uniti al fatto che le soprintendenze sono ora diventate titolari di una valutazione paesaggistica di merito, rischiano di produrre una quantità di dinieghi superiore al passato. C'è solo un modo per evitarlo: dare più qualità al lavoro di tutti, professionisti privati nonché tecnici e funzionari pubblici. Una maggiore qualità fondata soprattutto sulla consapevolezza che il progetto paeggistico è radicalmente diverso dal progetto edilizio e richiede un linguaggio e una forma del tutto specifici. La necessità di una maggiore qualità riguarda anche la documentazione e gli elaborati grafici che tutti insieme compongono e motivano il progetto paesaggistico. Sul punto, si tratta di superare una superficialità molto diffusa. Ad esempio, non è proprio possibile, come invece avviene spesso, compilare o valutare un progetto paesaggistico senza sapere con precisione quale sia il tipo di vincolo che interessa l'area, e quali eventualmente i suoi contenuti specifici, o senza una adeguata indagine dello stato dei luoghi in cui si colloca l'intervento e una prefigurazione dei suoi effetti, oppure ritenendo che gli aspetti di conformità urbanistico-edilizia prevalgano sugli aspetti più qualitativi (le forme, i materiali, i colori, eccetera) e sulla contestualizzazione.
TUTELA DEL PAESAGGIO - Per i "no" rischio di aumento
Il 2010 potrebbe essere un anno difficile per le autorizzazioni paesaggistiche. L'aumento dei soggetti che concorrono al procedimento di rilascio dei permessi potrebbe complicare e ritardare le procedure. Le funzioni paesaggistiche sono state ritornate alle regioni, aggravando i procedimenti. Le regioni devono verificare i requisiti di organizzazione di competenza tecnico-scientifica in materia paesaggistica e riappropriarsi delle competenze se necessario. Le soprintendenze hanno una valutazione paesaggistica di merito, che potrebbe produrre un aumento dei dinieghi.
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