INFRASTRUTTURE. Dopo l'allarme lanciato dal comitato contro il passante e dal presidente di Legambiente Veneto L'assessore all'urbanistica Giacino: «Non vogliamo ulteriori opere di compensazione La bozza di convenzione deve andare in gara e non potrà dare adito a contenziosi» Altre opere di compensazione per il traforo delle Torricelle oltre al già previsto parcheggio a Ca' di Cozzi e l'autoparco a Verona nord? «Ne parleremo con il coordinamento cittadino del Pdl e con gli assessori del nostro partito, ma sin da ora posso dire che non intendiamo inserire ulteriori compensazioni». L'assessore comunale all'urbanistica Vito Giacino, esponente del Pdl area ex Forza Italia, non lascia spazio a dubbi. E replica così all'allarme lanciato ieri sul nostro giornale dal Comitato antitraforo e dal presidente di Legambiente Veneto Michele Bertucco, timorosi che altro cemento possa colare in città. Comitato e Legambiente sono usciti allo scoperto dopo aver appreso che in un punto della bozza di convenzione fra Comune e la cordata di imprese promotrici dell'opera (che costerà 390 milioni) guidata da Technital le altre sono Girpa e Verona Infrastrutture si dice che «al fine di salvaguardare l'equilibrio economico-finanziario dell'iniziativa, il concessionario», cioè chi dopo averlo costruito gestirà il passante con traforo per 46 anni, facendo pagare pedaggi, «tramite un successivo e separato accordo con il concedente Comune di Verona potrà individuare ulteriori aree su cui realizzare e gestire, in proprio conto o tramite terzi, strutture similari a quelle suddette», cioè il parcheggio da 1.300 posti a Ca' di Cozzi e l'autoparco di Verona nord. Su questo punto, fra l'altro, alcuni esponenti del Pdl avevano avanzato in Giunta alcune perplessità. Al punto che la discussione sulla convenzione, parte della delibera sul traforo, è stata rinviata. «Non sono contrario ad alberghi e strutture commerciali, perché portano maggiore concorrenza», puntualizza Giacino, «ma purché rientrino nella pianificazione territoriale. Voglio ricordare che già due anni e mezzo fa, quando si è cominciato a parlare del passante, il Pdl e in particolare l'assessore Sboarina si era già attivato per contenere l'impatto delle opere di compensazione, al punto che i previsti centri commerciali non si faranno». Ma il partito, aggiunge Giacino, «ha lavorato molto anche per ottenere che il tratto dall'uscita del tunnel a Ponte Crencano fino a Ca' di Cozzi corra in trincea coperta e non scoperta, come progettato in origine. Tutto questo lavoro ha portato anche a inserire compensazioni ambientali come la piantumazione di alberi, l'inedificabilità lungo il tracciato e il metodo Milano per azzerare l'impatto acustico del cantiere». Ma c'è anche un ostacolo tecnico alla clausola sulle eventuali opere in più. «La bozza di convenzione, insieme alla delibera, dovrà andare in gara e quindi non può contenere una clausola aperta, che cioè non stabilisce esattamente costi e condizioni dell'opera», conclude Giacino, «e perciò il Pdl vuole arrivare in Giunta a chiarire questo aspetto. Ciò vale anche per il piano degli espropri, che spetterà al concessionario. Noi vogliamo tutelare l'amministrazione e i cittadini e pertanto bisogna evitare che ci siano le condizioni per eventuali contenziosi. Si dovrà, inoltre, informare di più la gente nei quartieri sull'intero progetto».
Altro cemento con il traforo? Il Pdl mette ancora il freno
L'assessore all'urbanistica Giacino del Pdl ha affermato che il Comune di Verona non intende inserire ulteriori opere di compensazione per il traforo delle Torricelle, come previsto nella bozza di convenzione. Il punto è stato sollevato dal Comitato antitraforo e da Legambiente Veneto, che temevano che ulteriori opere potessero colare in città. Giacino ha spiegato che il concessionario, che gestirà il passante per 46 anni, potrà individuare ulteriori aree per realizzare strutture simili, come parcheggi e autoparchi, ma solo attraverso un accordo separato con il Comune.
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