Amalfi, la Procura di Salerno indaga per omicidio e disastro colposi LA MORTE dello chef del ristorante "Zaccaria", ucciso da un masso di circa sette metri cubi, diventa una questione di confini. Limiti geografici, un metro spostato più a destra o più a sinistra deciderà quale delle due amministrazioni comunali chiamate in causa ha delle responsabilità da assumersi per la tragica fine di Carmine Abate, 44 anni, morto sul colpo sabato mattina mentre stava per cominciare a cucinare per i clienti. Confini geografici e mancata messa in sicurezza del costone della parete lungo la Amalfitana. E la tutela del territorio che è invece di competenza della Regione Campania. Infine la maligna complicità di due giorni di pioggia battente che avrebbe dato la spinta finale al masso sulla roccia poco stabile e niente affatto protetta. Ma anche alcuni lavori di trivellazione della roccia fatti dal Comune di Amalfi per la realizzazione di un parcheggio e che potrebbero, ma è solo una ipotesi, aver scosso la montagna. Dunque le omissioni e lincuria, al centro dellinchiesta affidata al pm Angelo Frattini e coordinata dal procuratore capo di Salerno Franco Roberti. Indagini dei carabinieri del capitano Erminio Di Nisio, che a stretto giro notificheranno gli avvisi di garanzia. Ipotesi di reato: disastro colposo e omicidio colposo, mentre è stata fissata per questa mattina lautopsia sul corpo dello chef. Seguiranno i funerali nella sua città natale, Tramonti, dove il sindaco Antonio Giordano proclamerà il lutto cittadino. Amalfi oppure Atrani, questultimo il più piccolo comune dellItalia meridionale con 931 abitanti. È il comune sul cui territorio si trova il ristorante "Zaccaria", aggrappato alla montagna e parzialmente costruito allinterno. Perfettamente in regola con i lavori e le autorizzazioni. Ma è su una parete rocciosa, che gira intorno e, a seconda dei punti, rientra in questo o quel comune. La parte di Atrani ha la rete protettiva, non così una seconda parte che si trova vicino alla galleria che collega i due centri. Un quadro relativamente chiaro, anche se si dovranno attendere i risultati della super perizia disposta dal procuratore Roberti e che vedrà al lavoro un ingegnere e un geologo scelti dagli inquirenti. Intanto il ristorante resta sotto sequestro. Gli accertamenti saranno lunghi e probabilmente non sarà possibile avvisare le parti in causa per lautopsia. Anche se, nel caso dello chef, le cause della morte non vengono messe in discussione. Per oggi è stato fissato un tavolo tecnico in Provincia a Salerno, convocato durgenza per chiedere il passaggio delle competenze per la tutela ambientale dalla Regione - attualmente competente - allente provinciale. Dunque oltre a una morte assurda e allinchiesta, anche il coinvolgimento delle istituzioni locali a fronte dellallarme lanciato da Legambiente. Che sottolinea: la Campania è una regione a rischio frane alluvioni. L86 per cento dei comuni campani è a rischio idrogeologico, il fenomeno interessa tutte le cinque provincie, ma la più fragile è quella di Salerno con il 99 per cento delle amministrazioni a rischio. Numeri che delineano il quadro di un territorio fragile, dove sono 474 i comuni a rischio frane o alluvioni, e che puntano il dito contro uno sviluppo urbanistico e un uso del territorio e delle acque poco rispettosi delle limitazioni imposte dal delicato assetto idrogeologico.
AMALFI - Super perizia sulla frana assassina
La Procura di Salerno sta indagando sull'omicidio del chef Carmine Abate, 44 anni, che è stato ucciso da un masso di circa sette metri cubi mentre stava per cominciare a cucinare per i clienti al suo ristorante "Zaccaria" a Amalfi. L'indagine è focalizzata sulle omissioni e lincuria delle amministrazioni locali, in particolare il Comune di Amalfi e la Regione Campania, che potrebbero aver contribuito alla morte del chef. La causa della morte non è stata ancora stabilita, ma si ipotizza che il masso sia stato scosso dalla pioggia battente e dai lavori di trivellazione della roccia fatti dal Comune di Amalfi.
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