A pochi giorni dalla sentenza il professor Berardi ripercorre le principali tappe della vicenda giudiziaria Fano Il prossimo 15 gennaio la lunga vicenda giudiziaria relativa alla restituzione del Lisippo dovrebbe concludersi con la sentenza del giudice del Tribunale di Pesaro, di fronte al quale l'associazione Le Cento Città ha presentato un ricorso affinchè il Getty Museum riconosca la proprietà italiana della statua trovata dai pescatori fanesi. L'auspicio di Alberto Berardi, che rappresenta l'associazione, è che la vicenda si concluda positivamente con una sentenza favorevole. Una buona premessa è il respingimento di tutte le eccezioni presentate dai difensori del Getty Museum sulla competenza di un tribunale italiano a giudicare in merito alla proprietà della statua. Di progressi dunque, da quando il tribunale di Perugia il 18 maggio 1966 sentenziò l'assoluzione per insufficienza di prove dei quattro imputati ( gli eugubini Pietro, Fabio e Giacomo Barbetti ed il prete Giovanni Nagni), ne sono stati fatti. "A condannare i tre per ricettazione ed il Nagni per favoreggiamento ricorda Berardi - fu invece la Corte d'Appello di Perugia il 27 gennaio 1967, ma la sentenza fu annullata dalla Corte di Cassazione il 22 maggio 1968 e seguita da nuova assoluzione della Corte di Appello di Roma il 18 novembre 1970 per la impossibilità di accertare l'interesse artistico, storico od archeologico del reperto a causa della sua scomparsa. Curiosa è la versione che la statua lasciò Gubbio con una spedizione di forniture mediche mandate in Brasile presso una missione in cui operava un religioso di Marotta di Mondolfo parente dei Barbetti già riportata dal giornalista Bryan Rostron sulla Saturday Review del 31 marzo 1979. Certo è che Herzer dichiarò di aver acquistato la statua per "Artemis", consorzio internazionale d'arte, da una collezione sudamericana e che nell'ottobre del 1971 dopo aver sottoposto ad analisi la statua presso il Doerner Institut in Barer Str. 29 di Monaco, fece iniziare il restauro. Thomas Hoving, Direttore del Metropolitan Museum esaminò la statua nel 1972 a Monaco senza procedere all'acquisto per i dubbi sulla sua provenienza come egli dichiarò a Rostron. La statua fu invece acquistata dal Getty Museum per 3.950.000 dollari dopo la morte del vecchio Getty che di fronte all'impossibilità di avere la documentazione sulla legittimità dell'esportazione dall'Italia aveva rinviato l'operazione. E' infine esatto che il Direttore generale dei Beni culturali nel 1990 segnalò al Ministero degli Esteri che in Italia era stato rinvenuto nel 1989 un frammento della concrezione marina staccata dalla statua. Ora siamo alle battute finali . L'impegno di pochi tra i quali alcuni validissimi servitori dello Stato nel silenzio, lungo, troppo lungo, della politica nazionale è stato finalmente ripagato da coloro che hanno riportato nei suoi esatti termini una vicenda che se la cupidigia non avesse ottenebrato le menti non sarebbe neppure nata. Attendiamo la sentenza finale con l'ottimismo della ragione e della volontà". Massimo foghetti,