A quanto ammonterà e come riscuoterla non è stato ancora stabilito, ma una cosa è certa: quest'anno basterà poggiare un piede a Capri per essere costretti a pagare una gabella. Tassa di sbarco è stata chiamata, anche se il sindaco di Capri Giro Lembo preferisce ribattezzarla «tassa di scopo», visto che i soldi ottenuti con il «contributo» serviranno «a mantenere alto lo standard dei servizi turistici dell'isola azzurra». Un iter tribolato iniziato nel 2006 e portato a termine nell'ultimo consiglio comunale utile prima delle festività natalizie. Ma non chiamatela «tassa sul lusso», perché il contributo rientra in una più ampia regolamentazione - e limitazione - del turismo «mordi e fuggi». Secondo le ultime stime ogni giorno sbarcano sull'isola ventimila gitanti della domenica. Che dopo una giornata a fare file per sedersi nella storica Piazzetta o sulle scalette per poter ammirare i giochi di luce della Grotta Azzurra ripartono. Lasciando comunque un segno del proprio passaggio. «Noi non chiediamo soldi allo Stato, ma chi a Capri viene e ne ammira le bellezze», spiega Lembo. «Quest'anno per smaltire i rifiuti accumulati abbiamo speso quattro milioni di euro e non posso chiedere i soldi a chi abita qui - sottolinea il sindaco - E poi cinquanta centesimi o un euro non sono nn esborso eccessivo». Nessun checkpoint sulla banchina però, perché alla fine il ticket sarà riscosso a monte aumentando il biglletto di aliscafi e traghetti. «A breve ci incontreremo con i ministri del Turismo e dell'Economia per meglio chiarire i termini della questione - continua Lembo - Lavoreremo in sinergia con le compagnie di navigazione e con i tour operator, perché tutti sappiamo che il turismo di quantità a Capri ammazza quello di qualità». Che naturalmente porta più soldi. Tutti d'accordo? Niente affatto, visto che due consiglieri comunali del gruppo «I capresi per Capri» quella delibera non l'hanno voluta votare. Anzi, Costantino Federico, che di Capri è stato pure sindaco, ha spiegato in un lungo intervento come la tassa di sbarco possa essere pericolosa per tutta l'economia. E il discorso è pure logico: se i soldi della tassa serviranno per potenziare i servizi, questo potrebbe portare ad un aumento sempre maggiore proprio di quel turismo mordi e fuggi che in tutti i modi si cerca di limitare. «Non capisco le polemiche», sottolinea Sergio Gargiulo, presidente di Federalbergli Capri. «Nonostante la crisi abbiamo registrato solo un lieve calo delle presenze, segno che lo standard dei nostri servizi è alto - continua - il nostro obiettivo è quello di salvaguardare il turista stanziale e non tartassare chi a Capri è residente. Ad Anacapri, ad esempio, abbiamo avuto un rincaro della Tarsu per i pubblici esercizi del 40. Perché dobbiamo pagare sempre noi?».
CAMPANIA - Capri ora tassa i turisti: "Paghiamo i loro rifiuti"
Il sindaco di Capri, Giro Lembo, ha annunciato che il contributo per il mantenimento dei servizi turistici dell'isola sarà di 50 centesimi o un euro per ogni persona che sbarca. Il contributo sarà riscosso a monte aumentando il biglletto di aliscafi e traghetti. Il sindaco spiega che i soldi ottenuti serviranno a mantenere alto lo standard dei servizi turistici e a limitare il turismo mordi e fuggi. Tuttavia, due consiglieri comunali del gruppo I capresi per Capri hanno votato contro la delibera e hanno espresso preoccupazioni sulla possibilità che il contributo possa aumentare ulteriormente il turismo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo