Non si ferma il sacco del paesaggio italiano. Megastrutture abusive e scheletri di cemento continuano a invadere senza sosta alcuni dei luoghi più belli della Penisola. E una volta realizzati, ci vogliono anni, a volte decenni, perché vengano demoliti. Uno degli ultimi a cadere è stato l'abbozzo di albergoresidence in cemento armato a Palmaria, in Liguria: ottomila metri cubi di calcestruzzo che sfregiavano il parco regionale di Portovenere. Una vicenda iniziata quarant'anni fa. Gli abbattimenti più noti, tuttavia, si contano sulle dita, come quello del Fuenti in costiera amalfitana o della saracinesca di Punta Perotti, sul litorale di Bari. Mentre è ben più lunga la lista d'attesa dei mostri ancora in piedi, dallo scheletro in cemento di Alimuri a Vico Equense (Napoli) alle palazzine di Lido Rossello a Realmonte (Agrigento), dalla palafitta sulla spiaggia a Falerna (Catanzaro) fino alle costruzioni sulle rive del Lago di Garda. Ma sono migliaia gli sfregi, grandi e piccoli, perpetrati sul territorio nazionale. A tenere aggiornate le liste dei danni al paesaggio, paradossalmente sottoposto per circa il 47 a tutela, ci pensa Legambiente. «A fronte di aree così ampie da salvaguardare afferma Edoardo Zanchini, responsabile del settore urbanistica dell'associazione ambientalista, a essere debole è proprio la gestione dei vincoli. Sono più di vent'anni che le regioni avrebbero dovuto elaborare i piani paesaggistici: invece, nel centro-sud non ci sono e nel centro-nord sono, quasi ovunque, descrittivi. La gestione del vincolo resta così affidata ai comuni, che decidono sia sulla parte urbanistica che sul paesaggio. Mentre debole è stato il ruolo delle soprintendenze». Da Nord a Sud i danni al territorio non risparmiano alcuna regione, anche se l'incidenza è più alta nel Meridione. E i pericoli non accennano a diminuire. E' il caso del'Isola d'Elba (Livorno), dove si attende l'esito dell'ultima asta indetta dall'agenzia del demanio (al ribasso rispetto alle precedenti, andate deserte) per capire cosa ne sarà delle ex strutture minerarie di Vigneria a Rio Marina Zona dove dovrebbero sorgere i 47mila metri cubi del Villaggio paese, struttura turistico-ricettiva Il termine per l'invio delle offerte è il 15 febbraio.
TUTELA DEL PAESAGGIO - Un paesagio accerchiato dagli abusi duri a morire
In Italia, le megastrutture abusive e i scheletri di cemento continuano a invadere i luoghi più belli del paese. Questo fenomeno è particolarmente evidente nel Meridione, dove le aree protette sono ampie ma la gestione dei vincoli è debole. Le regioni non hanno elaborato i piani paesaggistici da più di vent'anni, e la gestione del vincolo è affidata ai comuni, che decidono sia sulla parte urbanistica che sul paesaggio. Le soprintendenze hanno un ruolo limitato. I danni al territorio sono diffusi in tutta la penisola, ma l'incidenza è più alta nel Meridione. Le aree protette non risparmiano alcuna regione, ma le strutture abusive sono più comuni nel centro-sud.
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