MATERA Fino al 2 febbraio al Museo di scultura contemporanea lucano un centinaio di installazioni d'autore Se uno volesse avere un quadro vario, tra l'altro in uno straordinario scenario di ipogei e cavità, dell'arte (soprattutto moderna) presepiale, delle sue invenzioni e delle sue emozioni, sicuramente deve fare un salto a Matera dove fino al 2 febbraio prossimo, è possibile ammirare un percorso tra più di cento presepi d'autore al Musma (museo di scultura contemporanea). Le espressioni artistiche dedicate ai presepi sono tradizioni che si perdono nella notte dei tempi e l'Italia ne è piena, ma forse soltanto a Matera, per i suoi anfratti che più presepiali non potrebbero essere, acquistano un sapore del tutto particolare che spinge di per sé le storie e l'atmosfera nell'antichità più profonda. Il ciclo delle mostre dei presepi d'arte contemporanea fu iniziato molti anni fa dal circolo culturale "La Scaletta". Ma oggi è il Musma a prenderne in pratica l'eredità. Per circa un mese e mezzo, dunque, dopo l'inaugurazione prima delle feste natalizie, Matera sarà invasa dai presepi. Ed è tutto Palazzo Pomarici, sede del museo, ad essere investito da questo excursus, curato da Giuseppe Appella che è anche il promotore, per le Edizioni della Cometa, di straordinari piccoli libri sui presepi d'arte contemporanea. «L'operazione che abbiamo messo in campo - dice Giuseppe Appella - serve anche a richiamare l'attenzione sull'artigianato e sul suo rapporto con l'arte. Nei secoli passati è stato il punto forte di un'attività straordinaria, oggi tutto questo è stato in gran parte distrutto con i risultati negativi sotto gli occhi di tutti». Naturalmente l'installazione dei cento e più presepi al Musma è soltanto la tappa più importante di una tradizione che ha in molti posti della città esposizioni e vendite come sempre: da via delle Beccherie, dove è possibile ammirare presepi di tutte le dimensioni nell'Emporio Morelli attivo dal 1883, agli artigiani dei Sassi con i loro presepi in tufo e altri materiali della tradizione. Ma torniamo al Musma. Qui si snoda il viaggio nei lavori artistici, e, naturalmente, sono Ettore Consolazione, Anna Addamiano e Salvatore Cuschera a guidare il percorso che prevede opere di Cerone, Lorenzetti, Conte, Napoleone, Teodosi, Strazza, Masini e tanti altri artisti intrecciati con quelli di artigiani provenienti da ogni dove (Polonia, Angola, Perù, Cile, Francia, ovviamente Matera). Ettore Consolazione è partito da suoi lavori del 1988 per approdare qui, nel suo "presepe giocoso" (ma è una gioia aliena da qualsiasi ottimismo falso e di maniera) a un innesto tra materiali quali il legno, il cemento, il ferro per giungere a un'essenzialità che elimina ogni tempo e ci dà la dimensione eterna dei personaggi. Consolazione lo fa innestando vecchio e nuovo con un uso decisamente interessante dei materiali plastici, un viaggio verso l'alto della cometa dove il mistero dell'esistenza resta limpido e possente senza svelare o dare, a dispetto del suo cognome, nessuna consolazione. Il presepe di Consolazione è installato nel primo ipogeo di Palazzo Pomarici, mentre è nel cortile che Anna Addamiano ha costruito il suo presepe-teatro: 21 personaggi ad altezza d'uomo, in procinto di "recitare" (ma davvero possono mettersi dietro ragazzi e far recitare i personaggi a mo' di pupazzi) dialoghi inventati dalla fantasia di questa artista originale. Salvatore Buschera ha dato fiato, nel senso che fischiano verso la Gravina e i Sassi, a 30 cucù-scultura posizionati nella Biblioteca Scheiwiller del Musma. Un'operazione originale e commovente nella sua plasticità mediterranea. Gli infiniti presepi di Palazzo Pomarici sono stati finora visitati dagli studenti: un ottimo scambio per una scuola così lontana sia dall'arte che dall'artigianato.