FUTURO PROSSIMO L'anno che verrà sarà cruciale per comprendere il destino del sistema museale italiano che, sebbene in ritardo rispetto agli altri paesi occidentali, cerca di organizzarsi per formare una rete capace di sostenere e diffondere la produzione artistica contemporanea. È arrivata, infatti, l'ora della verità per la costruzione di un meccanismo esteso che possa rendere davvero efficace la valorizzazione dell'arte del presente: l'apertura di musei nuovi, architettonicamente all'avanguardia, potrebbe contribuire, se i finanziamenti saranno adeguati (e per il momento siamo ancora molto lontani dal traguardo) a riportare l'Italia al passo degli altri paesi più sviluppati nel sostegno alla creatività. Un vero e proprio terremoto però ha interessato, negli ultimi mesi, diverse direzioni dei musei italiani più rilevanti (dalla Galleria Civica di Trento alla Gam di Torino) e gli effetti sismici si sono fatti sentire fino a qualche giorno prima di Natale, quando - dopo vicende più degne di una telenovela che di una istituzione - si è giunti, faticosamente, all'annuncio della nuova direzione del Castello di Rivoli. Saranno Andrea Bellini e Beatrice Merz a ricevere il testimone da Ida Gianelli, che aveva lasciato dopo diciotto anni la guida del museo per presiedere la fondazione Palaxpò (abbandonando questo impegno pochissimo tempo dopo). Un duo, dunque, che vorremo giudicare per come sarà capace di riportare in auge il più importante dei musei italiani piuttosto che per le polemiche velenose con cui si è condita l'intera vicenda. Certamente, però, il meccanismo che ha portato a questa scelta è simbolico della costante ingerenza politica nella gestione museale, dannosissima tanto per i candidati, quanto per i destini delle diverse istituzioni. In troppi casi, infatti, assistiamo interdetti a nomine effettuate da politici, che come è noto pochissimo si interessano alla materia, cercando piuttosto di compensare i propri protetti con criteri lontani dalla meritocrazia. È questo il tarlo che non consente al nostro paese di avere un sistema artistico funzionante e vivace: sono pochissimi i bandi e i concorsi davvero aperti e dunque rare le energie nuove incanalate nelle istituzioni. Quando questo avviene, per una qualche distrazione istituzionale, si assiste ai miracoli che pure sappiamo produrre. Uno dei momenti di snodo in questo 2010 sarà determinato dall'apertura del tanto sospirato Maxxi, che avverrà in maggio con ben cinque mostre: Spazio, curata da gruppo interdisciplinare composto da Pippo Ciorra, Alessandro D'Onofrio, Bartolomeo Pietromarchi, Gabi Scardi e dai conservatori del Maxxi; Gino De Dominicis. 1947 - 1998, a cura di Achille Bonito Oliva, Kutlug Ataman, Mesopotamian Dramaturgies, a cura di Cristiana Perrella, Luigi Moretti, a cura di Bruno Reiclin e Maristella Casciato e infine Geografie italiane, installazione multimediale di Studio Azzurro. Un inizio pirotecnico dunque, che speriamo sarà seguito da una gestione curatoriale definita: sembra, quella della definizione identitaria, l'unica strada per gestire questa macchina anche troppo stupefacente. Nello stesso periodo aprirà, sempre nella capitale, il nuovo Macro, creatura di Odile Decq diretta da Luca Massimo Barberio, che potrà dunque, insieme al Maxxi, costituire una coppia architettonica notevole, e soprattutto raccogliere le tante energie messe in circolazione, fino a questo momento, soprattutto da fondazioni private come la Nomas Foundation, o da associazioni come 26 cc, 1:1. Nel frattempo la geografia espositiva nazionale per questo 2010 prevede soprattutto collettive provenienti da collezioni e personali: sembra questa l'unica via valida - ripartire da individualità forti, artisti o collezionisti che siano - per superare un momento ancora caratterizzato da una sospensione critica pressoché totale. Così se alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma il 18 febbraio aprirà Donna Woman Frau, una mostra sulla figura femminile nelle avanguardie degli anni '70 che proviene dalla Sammlung Verbund di Vienna, il Mart di Rovereto proporrà, dall' 8 maggio, Linguaggi e Sperimentazioni. Giovani artisti in una collezione contemporanea; mentre, dal 25 settembre, sarà di scena il grande collezionista Panza di Biumo con la sua raccolta di arte concettuale. Moltissime poi le personali: al Marca di Catanzaro proseguirà fino a marzo la mostra dedicata allo spagnolo Tapies, che è stata appena inaugurata, al Madre di Napoli tutto l'anno sarò costellato da innumerevoli omaggi a grandi protagonisti dell'arte contemporanea, come Ryan Mendoza (dal 6 marzo), Franz West (dal 15 maggio), Jeff Wall e Cindy Sherman da ottobre. Quanto al nuovo centro fiorentino EX 3, proseguirà la neonata programmazione con una doppia personale: il 12 febbraio saranno di scena Eva Marisaldi, e la coppia svizzera Taiyo Onorato e Nico Krebs. Anche la fondazione Merz comincerà il 2010 con una personale dedicata a Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, così come la Pescheria di Pesaro, che avrà opere site specific di Flavio Favelli (in marzo) e Marzia Migliora (in maggio) e per l'estate vedremo Alfredo Jaar con lavori mai esposti in Italia.
Geografia italiana delle mostre in arrivo e dei nuovi musei
L'anno 2010 sarà cruciale per il sistema museale italiano, che cerca di organizzarsi per formare una rete capace di sostenere e diffondere la produzione artistica contemporanea. L'apertura di musei nuovi e architettonicamente all'avanguardia potrebbe contribuire a riportare l'Italia al passo degli altri paesi più sviluppati nel sostegno alla creatività. Tuttavia, la gestione dei musei è ancora influenzata dalla politica, con nomine effettuate da politici che non si interessano alla materia. Questo porta a una sospensione critica pressoché totale e a pochissime energie nuove incanalate nelle istituzioni.
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