Aperta uninchiesta sulla morte di Carmine Abate, 44 anni, travolto dai massi nel ristorante dove lavorava La rabbia del sindaco: "Ora basta, subito interventi di risanamento" Legambiente: "L86 per cento dei comuni campani a rischio idrogeologico" NAPOLI - Di lì a pochi minuti avrebbe indossato il suo cappello da chef, diretto ai fornelli per proporre ai clienti sofisticate ricette a base di pesce. Ma mentre attraversava i locali del rinomato ristorante "Zaccaria" affacciato sulla splendida costiera amalfitana, la frana ha sfondato il tetto della veranda e lo ha preso in pieno. Lo ha schiacciato rendendolo irriconoscibile, lo ha ucciso sul colpo. Vittima dei mancati interventi di risanamento del territorio e dellondata violenta di maltempo che ha fatto staccare i massi dalla montagna è Carmine Abate, 44 anni, cuoco del ristorante noto fin dagli anni Settanta e padre di due figli di undici e sedici anni. Immediata lapertura di una inchiesta sulle responsabilità dellincidente, e altrettanto repentine le polemiche che esplodono su un tema scottante e ricorrente. Parole che pronuncia primo fra tutti Nicola Carrano, sindaco del comune di Atrani nel cui territorio rientra il ristorante della frana. Che dice: «Quei costoni non sono mai stati risanati. Dobbiamo smetterla con le promesse di interventi che non sono mai stati effettuati per la messa in sicurezza del territorio. È ora di finirla». La frana - sette metri cubi di massi per centinaia di chili - è caduta alla fine di una notte di pioggia intensa su parte della veranda esterna al costone del ristorante noto anche come "Cantina del nostromo", che si sviluppa con i suoi locali anche allinterno della roccia. Il resto della struttura è rimasto intatto. Dunque lo chef è stato ucciso anche dalla sfortuna. Si è trovato nellunico modulo della struttura in ferro e vetro colpita dal crollo. Qualche passo più indietro, mezzo metro più avanti e si sarebbe probabilmente salvato. Stava andando negli spogliatoi per cambiarsi alle dieci di ieri mattina, puntualissimo al lavoro in vista di una giornata sovraccarica di prenotazioni, a cominciare da una tavolata di venti persone per festeggiare un compleanno. Ora lintero ristorante è stato sequestrato, mentre sono arrivati i tecnici del genio civile e della protezione civile regionale della Campania per i sopralluoghi, impegnati nella creazione di una mappa durgenza di eventuali altri punti della parete rocciosa a rischio crollo. «Da Vietri sul mare a Positano - è il duro jaccuse del sindaco Carrano, primo tra i tanti accorsi sul luogo della disgrazia - i costoni non sono stati mai risanati. Occorre mettere immediatamente mano per risolvere un problema che crea innumerevoli danni alle vite umane e dei durissimi contraccolpi alleconomia. Lultimo intervento eseguito sulla montagna risale al 2006, ma la parte del costone risanato non riguarda quella del ristorante Zaccaria. E poi non è possibile che un uomo si svegli una mattina per andare a lavorare e trovi la morte in questa maniera assurda». La costiera amalfitana, conosciuta in tutto il mondo come "la costa divina", è dunque a rischio crolli alla prima pioggia intensa, come sottolinea Legambiente: un territorio negli ultimi anni maggiormente colpito da fenomeni franosi. «La Campania - denuncia il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo - è una regione sottoposta al rischio di frane e alluvioni: l86 per cento dei comuni campani sono classificati a rischio idrogeologico, il fenomeno interessa tutte le cinque provincie della regione, ma la più fragile è quella di Salerno con il 99 per cento delle amministrazioni a rischio. Numeri che delineano il quadro di un territorio fragile, dove sono 474 i comuni a rischio frane o alluvioni, e che puntano il dito contro uno sviluppo urbanistico e un uso del territorio e delle acque poco rispettosi delle limitazioni imposte dal delicato assetto idrogeologico». Sul corpo dello chef è stata disposta lautopsia, mentre ai familiari della vittima sono arrivate le condoglianze dellassessore allAmbiente della regione Campania, Walter Ganapini.