Ecco il regolamento che sarà presentato per l'approvazione del Consiglio comunale. Su Internet l'elenco degli irregolari MULTA ai committenti della pubblicità, e non solo alle ditte che costruiscono gli impianti abusivi. Microchip nei cartelloni per facilitare i controlli. Indici di affollamento che tengono conto della divisione della città in zone di maggiore e minor pregio.E' quanto prevede il regolamento sulla pubblicità appena licenziato dalla commissione presieduta da Maurizio Meschino, capo di gabinetto del sindaco Veltroni: giovedì prossimo l'assessore al commercio Daniela Valentini lo illustrerà in aula, entro la fine del mese toccherà al consiglio comunale metterlo ai voti ed eventualmente modificarlo. Una novità assoluta per la città: per la prima volta Roma adotta un quadro normativo certo, completo e organico in materia di spot; il passo successivo sarà il Piano regolatore degli impianti. Da intendere non solo come risorsa economica, ma anche di decoro e arredo urbano per l'intero territorio. Ma vediamo cosa prevedono i 34 articoli del testo. Cinque gli snodi fondamentali. Punto primo: d'ora in avanti, i titolari dei 21.000 cartelloni risultati regolari in base al censi-mento, in cambio dell'autorizzazione dovranno offrire servizi aggiunti. Per esempio, l'impianto sta in prossimità di un giardino? La ditta dovrà prendersene cura, allestendo delle panchine oppure occupandosi del verde. Punto secondo: gli impianti verranno dislocati applicando un indice di affollamento pubblicitario stabilito grazie alla divisione della città in zone urbane. Indice che sarà tanto più basso quanto più ci si avvicina al centro storico; per poi aumentare via via che si va verso la città consolidata e poi la periferia. Un parametro che terrà conto anche delle strade, così da preservare quelle di maggior pregio. Rimangono ovviamente in vigore i divieti in prossimità dei monumenti: dalle mure Aureliane al Colosseo. Ma non basta. Poiché l'obiettivo è quello di rendere la pubblicità armonica con il tessuto urbano, la progettazione degli impianti dovrà essere unitaria, si dovranno cioè usare gli stessi materiali, formati e dimensioni compatibili, fermo restando che da novembre scatterà il divieto dei 6x3 e la misura massima dei cartelli sarà 4x3 metri. Nel testo non c'è un'indicazione di quali materiali usare, ma quelli da non usare sì: il legno, la lamiera, i tubi innocenti, giusto per citarne alcuni. Sarà poi una commissione tecnica, una volta presentati i progetti, ad approvarli uno per uno. E adesso veniamo al capitolo sanzioni. Tutte le misure di contrasto verranno rafforzate: la rimozione degli impianti abusivi sarà immediata, previo oscuramento del cartellone, le multe sa-ranno quasi raddoppiate. Con una novità rivoluzionaria: per la prima volta verranno colpiti non solo le ditte che co-struiscono l'impianto irregolare ma anche i committenti della pubblicità. I quali avranno tutto l'interesse a che il loro spot venga realizzato in un quadro di assoluta legalità. Non solo. Con il piano regolatore degli impianti, che verrà preceduto dalla pubblicazione di quelli irregolari su Internet, l'assessore Valentini spera di fare inserire un microchip in ciascun cartellone, così da rendere i controlli più immediati ed efficaci. L'ultimo punto riguarda infine una misura di snellimento burocratico: il canone sarà unico, grazie alla riunione dell'imposta della pubblicità e della Cosap, la tariffa di occupazione di suolo pubblico.