Un viaggio tra i bastioni le porte e i palazzi della Città del Vaticano Dai nuovi edifici allex ospizio diventato residence La Città del Vaticano è apparentemente una "città" allinterno della città di Roma. Ma è in realtà uno Stato con a capo un sovrano, il Papa. Eppure questo Stato non ha in effetti una sua sovranità, che va attribuita invece alla Santa Sede. Che è una persona morale di diritto pubblico inscindibile dalla persona del pontefice; è in qualche modo un circolo chiuso. La Città del Vaticano è nata l11 febbraio 1929 con la firma dei patti lateranensi tra lItalia e la Santa Sede, che ricostituirono, sia pure con territorio ridotto, lo Stato pontificio in Roma, mentre un concordato stabilì le prerogative dei religiosi e dei beni ecclesiastici in Italia. Il territorio si estende su 44 chilometri quadrati, limitato dalle Mura Vaticane e dalle strade romane via di Porta Angelica, piazza del Risorgimento, via dei Bastioni Michelangelo, viale Vaticano, viale della Stazione Vaticana, largo Porta Cavalleggeri, piazza del SantUffizio e via Paolo VI, fino ad aprirsi sulla piazza San Pietro. E qui, al limite del colonnato, si protende circolare il confine con lItalia, tra i larghi Alicorni e del Colonnato, a fronte di piazza Pio XII e via della Conciliazione. Ma il Vaticano non è circoscrivibile a «quel tanto di territorio», come definì Pio XI quei 44 ettari; il Vaticano è anche fuori del Vaticano. Dentro Roma, tra basiliche papali e abbazie con edifici annessi, università, case di cura e un immenso patrimonio immobiliare. E ancora, fuori Roma, in Italia e in tutte le nazioni del mondo, relativamente a santuari, chiese, conventi, monasteri, seminari, oratori, case di cura, alberghi di proprietà della Santa Sede. Il Vaticano è fondamentalmente nel mondo, come presenza religiosa, territoriale e finanziaria, ma il riferimento immediato va a questa "città nella città", il cui accesso è vietato ai non residenti e a chi non vi svolga unattività. È visitabile senza formalità per la basilica di San Pietro e i Musei Vaticani, questi ultimi dietro pagamento; per il resto occorre un permesso (Ufficio Permessi, tel. 06.698.83759 e Ufficio Turistico tel. 06.698.81662). La città è racchiusa per tre quarti da quelle mura costruite come autentica roccaforte a difesa della pontefice in passato ha trovato più sicurezza nel vicino Castel SantAngelo tramite quella "via di fuga" che è stata il Passetto, autentico "corridore di Borgo" lungo 800 metri. Inizia dal portico berniniano, sinsinua lungo via dei Corridori e borgo SantAngelo, fino a scavalcare i giardini della Mole Adriana e innestarsi nel grande corpo del castello. Da qui è percorribile per circa 400 metri. Il resto rientra nella Città del Vaticano, nel tratto iniziale compreso tra due torrette, dove è sorto un piccolo Museo delle mura tra calchi di iscrizioni, documenti del restauro e testimonianze relative al sacco di Roma del 1527, visitabile solo su permesso. Le mura si alzano lungo un perimetro di 3420 metri, partendo da quello che è poi un punto di accesso classico al Vaticano, lIngresso di SantAnna su via di Porta Angelica, a pochi metri dal colonnato. Da qui si sviluppa il nuovo muro di cinta che termina in piazza Risorgimento con un bastione ornato dallo stemma di Pio XI; girato langolo ecco il muro di Pio IV, dove un tempo si apriva la Porta Angelica, con stemma del Papa del 1562, a fronte del quale in genere inizia la fila dei turisti che si protende lungo i Bastioni di Michelangelo, con stemmi di Gregorio XVI e Paolo III, e su piazza del Risorgimento, dove apre la Porta Santa Rosa, realizzata nel 2006 dallo scultore Gino Giannetti esclusivamente per luscita dei funzionari del Vaticano. I bastioni proseguono fino al viale Vaticano, dove ultimamente sono state sacrificate le robinie per il restyling dei marciapiedi, con i portali dingresso e uscita dei Musei Vaticani. I bastioni proseguono suggellati da stemmi dei vari papi che hanno restaurato le mura fino allapice triangolare dove è la Porta Pertusa con lo stemma di Niccolò V, murata dai primi del Seicento; il muro corre a fronte del viale Vaticano, si modella lungo il Bastione di San Giovanni allaltezza del civico 30A, e fronteggia la valle Aurelia scendendo per la via della Stazione Vaticana. Si supera unentrata della città detto Ingresso del Perugino e si raggiunge la Porta Fabbrica, chiusa e parzialmente interrata, sormontata dallo stemma di Clemente XI. A questo punto la cinta bastionata si identifica con un tratto delle più antiche mura di Leone IV, restaurate da Niccolò V, e si protende verso via di Porta Cavalleggeri, della quale resta solo larco realizzato da Alessandro VI, fiancheggiato dalla fontanella che sorgeva vicino alla porta, con uniscrizione di Pio IX. Fino allo slargo, dove le mura finiscono nellabside della chiesa di San Salvatore in Terrione, titolo in riferimento ad una torre di Porta Cavalleggeri non più esistente, tanto da essere popolarmente chiamata San Pietro in Borgo; è il primo edificio vaticano che si offre alla vista dei passanti, fuori del territorio della città, ma godendo di extraterritorialità come il palazzo del SantUffizio, al quale è collegato. La chiesa, sconsacrata nel 1611 e utilizzata come ambiente carcerario del SantUffizio, è stata riconsacrata e restaurata nel 1924, come indica sul portale la scritta relativa a Pio XI ed è diventata la cappella della retrostante casa "Dono di Maria", unistituzione allinsegna della carità, gestita dalle suore della Carità di Madre Teresa di Calcutta, che ogni giorno ospitano 50 persone. Il SantUffizio è il rinascimentale palazzo dellInquisizione, ribattezzata "Congregazione per la Dottrina della Fede". Deriva dal cinquecentesco palazzo cardinalizio Pucci con il portone rinforzato da lamine di ferro e feritoie ai lati e linserimento delle prigioni al pian terreno. Riadattato nel Novecento, ha perso in parte la sua arcigna prestanza, ma è ancora sede di processi contro i propugnatori di nuove dottrine sulla fede. E si arriva allIngresso Petriano, che cintroduce alla parte meridionale della città, dove cimbattiamo nellAula Paolo VI. Costruita su progetto di Pier Luigi Nervi e inaugurata nel 1971, è destinata alle udienze generali pontificie, perlopiù del mercoledì, che può ospitare fino a 14.000 persone. La volta, di 70 metri luce, è lelemento dominante delledificio; caratteristiche le vetrate di Giovanni Hajnal e la scultura della Resurrezione di Pericle Fazzini. Segue il Camposanto Teutonico, ovvero di ecclesiastici e artisti tedeschi che hanno abitato in Vaticano, e tra gli ultimi è stata sepolta suor Pascalina Lehnert, segretaria di Pio XII, nel 1983. Annessa al cimitero è la chiesa Santa Maria in Camposanto, che risale al Quattrocento; al suo interno è una cappella con affreschi di Polidoro da Caravaggio. Fiancheggia la chiesa il complesso del Collegio Teutonico istituito da Pio IX nel 1876 per i sacerdoti tedeschi, dediti a studi storici e archeologici; ha una ricca biblioteca e una raccolta di reperti. Sulla sinistra sorge la Casa di Santa Marta, ex ospizio, diventato residence dal maggio del 1996, tra più esclusivi di Roma, con marmi bianchi alle pareti, 105 suite color pastello, 26 camere singole e un appartamento di rappresentanza, il tutto destinato a ecclesiastici e laici ammessi in Vaticano per convegni. Ma è stato utilizzato anche durante lultimo conclave. Il costo medio è di 70 euro a notte. Alla reception lavorano giovani laici, ma a coordinare il traffico degli ospiti sono le suore Sorelle della Carità. A monte della rapida ristrutturazione cera una denuncia degli ambientalisti di Italia Nostra che accusarono il Vaticano di oscurare una parte della basilica di San Pietro, con linnalzamento di un piano delledificio; ma a favore della Santa Sede intervenne lUnesco, e il cantiere rimase aperto così che la ristrutturazione si concluse. Stessa finalità ha avuto lantistante Palazzo di San Carlo, un tempo sede delle Sorelle della Carità di San Carlo di Nancy, nonché residenza del musicista Giovanni Pierluigi da Palestrina dal 1571 al 1594, come maestro della Cappella Pontificia; è una dependance dellalbergo con quattro appartamenti di pregio e una sala cinematografica intitolata al cardinale Andrzej Maria Deskur. Sulla piazza è anche un Distributore di carburante, una manna per gli automobilisti, non essendo il prodotto gravato di Iva; ma non facciamoci illusioni, la benzina è solo per i 546 cittadini e i 1800 dipendenti del Vaticano, che hanno oltretutto il permesso di entrare in automobile e sono forniti di un badge elettronico. A noi non resta che imboccare lIngresso del Perugino, uscendo dalla città su via di Porta Cavalleggeri. Inizia oggi, guidati dallo scrittore e storico di Roma , un viaggio nello stato della Città del Vaticano allinterno delle mura, alla scoperta dei luoghi religiosi intorno alla basilica di San Pietro, dei tesori artistici, dei palazzi e dei giardini, degli uffici finanziari, dei tribunali e dei mass media fino alle proprietà extraterritoriali della Santa Sede.