L'addio all'Azienda di promozione locale apre un «vuoto spaventoso». E la Comunità montana protesta Appello a Provincia e Apt affinché la montagna non sia ulteriormente snobbata ARCIDOSSO. Comunità montana a lavoro per un rilancio alla grande del turismo. Una crisi nera, infatti, nel settore turistico della montagna è in corso da qualche anno, da quando, cioè, fu chiusa l'Apt Amiata che faceva da riferimento sia del versante grossetano che senese della montagna. E in questo contesto più di una volta l'Amiata si era sentita snobbata dagli organi decisionali del capoluogo. «La fine dell'Apt Amiata ha determinato - spiega il presidente della Comunità montana Franco Ulivieri, una mancanza di politiche turistiche e ha lasciato un vuoto spaventoso che ha provocato alla nostra montagna, una crisi nera in questo settore». Pochi giorni fa, dunque, con l'obiettivo di risalire la china, la Conferenza dei sindaci dell'Amiata e gli assessori al turismo degli 8 comuni che fanno parte dell'Ente montano, hanno incontrato l'assessore provinciale Gianni Chelini e Francesco Tapinassi, direttore dell'Apt grossetana. Nell'incontro la montagna ha presentato ai due maggiori esponenti nelle politiche turistiche provinciali, i motivi delle preoccupazioni che arrivano sia dagli operatori del settore che da parte di quei soggetti che beneficiano dell'attività turistica comprensoriale. «A questo punto - prosegue il presidente Ulivieri - sappiamo che il quadro da noi riferito è stato compreso e attendiamo, dunque, valutazioni e proposte concrete da parte in particolare del direttore dell'Apt, che sta riprogrammando la materia. Noi - aggiunge Ulivieri - abbiamo chiesto che il sistema Amiata sia integrato col sistema Maremma, nelle campagne di promozione turistica del territorio provinciale. Ci vuole un'azione qualificata per veicolare l'Amiata fuori dagli angusti confini in cui è stata stretta finora, anche perchè abbiamo molto da offrire: centri storici, ambiente, cultura e anche infrastrutture interessanti, come la pregiata rete museale che è stata messa in piedi a toccare tutti i comuni del versante grossetano. Noi - prosegue Ulivieri - per riqualificare i nostri comuni abbiamo impegnato grandi risorse, adesso questa ricchezza va saputa sfruttare e l'immagine della montagna bisogna che circoli assieme a quella della maremma nel suo complesso. Solo così potremo vedere - conclude l'ex sindaco di Castel del Piano - la fine di uno dei periodi più neri che il turismo dell'Amiata abbia conosciuto o». Dunque è venuto il momento di cambiare pagina, di inserire l'Amiata, con tutto il suo patrimonio storico, culturale e ambientale, nel "pacchetto Maremma" da offrire sui mercati nazionali e internazionali del turismo, presentandosi alla pari con le altre località, a partire dalla costa, del territorio grossetano.