I lavori di restauro sono stati illustrati dall'assessore Tarantini Grido d'aiuto da anni necessita di un intervento di sistemazione L'arco trionfale L'Arco di Agostino di Duccio tornerà al suo antico splendore. A garantirlo, nel corso dell'ultima riunione della giunta comunale di Perugia, è stato l'assessore ai Beni culturali e alle grandi opere Giovanni Tarantini, che nell'occasione ha illustrato gli interventi già realizzati e quelli da realizzare. Il Comune, tuttavia, nel frattempo ha già provveduto, con alcuni lavori, al ripristino e al fissaggio di elementi lapidei della parte sinistra dell'arco. "Un primo intervento di messa in sicurezza - ha spiegato l'assessore - che ha consentito anche di evitare che le pietre possano essere trafugate". I lavori sono stati realizzati dal personale del cantiere comunale. Proprio per "conservare questo capolavoro" e "consapevoli della straordinaria rilevanza del monumento", l'assessore Tarantini aveva già richiesto l'inserimento nel piano triennale degli investimenti dello stanziamento di 150mila euro per il 2011, ma vista l'urgenza dei lavori di restauro conservativo, 90mila dei 150mila euro verranno portati nel bilancio preventivo 2010. Si procederà quindi alla redazione di un primo progetto da parte degli uffici tecnici comunali competenti e successivamente si seguirà l'iter di approvazione da parte dei soggetti interessati, in particolare della Soprintendenza. Per l'assessore Tarantini "il restauro è un segno tangibile dell'attenzione e della sensibilità che l'amministrazione riserva all'arte e rappresenta un intervento di riqualificazione di questa parte di città, una zona splendida e ricca di memoria e storia". L'Arco di Duccio, anticamente detto anche Porta Romana perché volta verso la strada per Roma e oggi conosciuto dai più come Porta San Pietro è definito dai perugini anche "le due Porte" in quanto è doppio, come risulta dalle due aperture affiancate (una ormai chiusa), visibili da Corso Cavour. Probabilmente il nome di "porta doppia" è dovuto al fatto che guarda da un lato a San Girolamo, dall'altro a San Pietro. La facciata interna è di aspetto trecentesco, mentre l'esterna è un rifacimento rinascimentale, incompiuto, di Bartolomeo Mattioli e Agostino di Duccio. I due progetti di Duccio sono peraltro riportati in appendice e fanno arguire una porta militare con alta torre centrale. D'altronde il progetto non fu completato con le statue che vi erano previste. Il Collegio dei Mercanti ne curò il restauro nel 1765. In una nicchia del lato rivolto verso Corso Cavour è contenuta la Madonna del Rosario, raffigurata con San Domenico e San Francesco, mentre si intravede uno scorcio di Porta San Pietro. Tra le due Porte c'è l'antica Cappella di San Giacomo che apparteneva al Collegio del Cambio, detta anche "del Buon consiglio". Davanti ad essa era collocata la gabella daziaria. All'interno della Porta una lapide commemora le vittime del XX Giugno 1859, evento di cui ricorre quest'anno il 150 anniversario
PERUGIA Nuova vita per l'Arco di Duccio.
L'assessore ai Beni culturali e alle grandi opere di Perugia, Giovanni Tarantini, ha illustrato gli interventi di restauro dell'Arco di Agostino di Duccio. Il Comune ha già provveduto a ripristinare e fissare elementi lapidei della parte sinistra dell'arco. I lavori sono stati realizzati dal personale del cantiere comunale. L'assessore aveva richiesto l'inserimento nel piano triennale degli investimenti dello stanziamento di 150mila euro per il 2011, ma 90mila euro saranno portati nel bilancio preventivo 2010. Il restauro è un segno dell'attenzione dell'amministrazione per l'arte e rappresenta un intervento di riqualificazione di questa parte di città.
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