Verrà presentato il 15 luglio nella sede del Museo etrusco di Villa Giulia Si è concluso, dopo sei mesi di lavoro, il restauro conservativo dell'«Apollo di Veio», opera simbolo dell'arte antica ed emblema nel mondo della cultura etnisca. Promosso dalla Federazione Italiana Tabaccai, il restauro sarà presentato il 15 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dove è custodito. Durante i lavori, è stato possibile seguire in tempo reale su Internet l'attività degli esperti della Soprintendenza Archeologica dell'Etruria Meridionale, che ha messo a punto il progetto di restauro, condotto senza spostare la grande statua di terracotta dal museo. Rinvenuta nel 1916 insieme ad altri reperti fittili durante gli scavi del Tempio di Apollo, a Portonaccio, vicino a Veio, la scultura fu ricomposta interamente e restaurata negli anni venti, come quelle di Eracle e Latona, che però denunciavano lacune più vaste e uno stato di conservazione peggiore, nonché la testa, bellissima, di Mercurio. Le .statue, di grandezza superiore o pari al vero, decoravano probabilmente la sommità del frontone del tempio, dove ne dovevano essere alloggiate almeno una dozzina. Apollo, Eracle e Mercurio formavano un gruppo unico raffigurante un mito piuttosto raro anche in Grecia. Quello della contesa tra il dio e l'eroe per la cerva cerinite dalle corna d'oro, sacra ad Artemide (sorella di Apollo). L'Apollo ha una tunica leggera, ornata da un breve mantello ed incede veloce verso sinistra con il braccio destro proteso e piegato {l'altro, andato perduto, forse impugnava l'arco fronteggiando Eracle che, con la cerva legata tra le gambe, brandisce la clava mostrando il torace in un largo e ardito movimento. Mercurio, messaggero di Giove, accorre per sedare i contendenti e riportare la pace.