Azienda e sindacati uniti chiedono unaltra proroga per la casa di cura Il futuro della struttura è nel polo sanitario di San Domenico che però è sotto inchiesta Un sit in davanti a Palazzo Vecchio per il 5 gennaio, richieste di incontro con il sindaco Matteo Renzi e larcivescovo Giuseppe Betori perché si faccia tramite col Vaticano, e, per la prima volta, sindacati e azienda fianco a fianco. Mobilitazione a tutto campo per Villa Cherubini, casa di cura di proprietà del Gruppo Prosperius di Mario Bigazzi, sfrattata dal 2004 dalla Piccola Compagnia di Maria delle suore inglesi Blue Sisters, che ne è proprietaria, ma di rinvio in rinvio rimasta in attività fino ad oggi nella bella palazzina depoca dellomonima strada. Fino ad oggi: dallo scorso primo dicembre, infatti, è scaduta anche lultima proroga concessa dalla Corte dappello, e adesso potrebbe davvero arrivare la forza pubblica. Con lo sfratto della casa di cura, però, perderebbero il lavoro 80 lavoratori dipendenti più i 93 occupati in lavanderie, imprese di pulizia e altri servizi. Nei piani dellazienda, in realtà, Villa Cherubini dovrebbe essere trasferita pari pari nel nuovo polo sanitario specialistico Prosperius in costruzione a San Domenico. Incappato in disavventure giudiziarie per presunti abusi edilizi, il cantiere è però da mesi sotto sequestro, mentre lo sfratto non si è fermato. Ieri la proprietà ha di nuovo presentato in Tribunale una richiesta di sospensione e in attesa di un pronunciamento è partita anche la mobilitazione dei sindacati (Cgil funzione pubblica, Cisal Fps, Uil Fpl). E negli uffici urbanistici del Comune è allo studio la richiesta di sanatoria presentata dal Gruppo Prosperius, che, se approvata, consentirebbe di chiedere il dissequestro del cantiere di San Domenico e, nellarco di sei mesi, completare almeno la parte della nuova struttura dove trasferire la casa di cura. Nemmeno questo, daltra parte, potrebbe risolvere la vertenza. A complicare le cose cè il blocco della convenzione con Careggi che a Villa Cherubini ha sempre fatto svolgere attività extramoenia a molti suoi medici. Le Blue sisters hanno denunciato lospedale per aver «ostacolato», con questa funzione di interesse pubblico, liter dello sfratto, e Careggi si è convenzionata con Villa Donatello. Il che significa che in ogni caso, se anche Villa Cherubini potesse trasferirsi in tempi rapidi a Fiesole, i dipendenti della casa di cura vedrebbero drasticamente ridotto il loro carico di lavoro, e per molti di loro si profilerebbe comunque la cassa integrazione. Lassessore alla sicurezza sociale Stefania Saccardi promette: «Chiederò al prefetto, in caso di conferma dello sfratto, di non fissare lintervento della forza pubblica per motivi di interesse generale». E il delegato del vescovo, don Giovanni Momigli, ha promesso un intervento della Curia sul Vaticano, da cui dipende la Piccola Compagnia di Maria. Prosperius, da parte sua, si dice pronto ad acquistare Villa Cherubini: «Abbiamo già offerto 9 milioni e mezzo di euro e possiamo alzare la cifra» dice il direttore Alfredo Francioli, «perché la proprietà rifiuta ogni trattativa?».
TOSCANA - Villa Cherubini, Sos contro lo sfratto
Il Gruppo Prosperius, proprietario della casa di cura Villa Cherubini, ha presentato una richiesta di sospensione dello sfratto per il 5 gennaio, richiedendo un incontro con il sindaco Matteo Renzi e l'arcivescovo Giuseppe Betori. La casa di cura è stata sfrattata dal 2004 dalla Piccola Compagnia di Maria delle suore inglesi Blue Sisters, che ne è proprietaria. Lo sfratto potrebbe portare la perdita del lavoro di 80 lavoratori e 93 occupati in servizi. I sindacati hanno presentato una richiesta di mobilitazione per fermare lo sfratto. Il Gruppo Prosperius ha offerto 9,5 milioni di euro per l'acquisto della casa di cura, ma la proprietà rifiuta ogni trattativa.
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