EMERGE UNA TESTIMONIANZA DI EPOCA SANNITA E RIVELA UNA SOCIETÀ POMPEIANA PREROMANA. LA DEA È DI DISCENDENZA OSCA POMPEI. Un tempio dedicato ad una divinità femminile, risalente al III secolo a.C., è venuto alla luce durante gli scavi del fronte sud occidentale di Pompei. Il tempio, con portici e cisterne, è un inaspettato edificio religioso di età sannita e rivela una società pompeiana preromana corrispondente non al modello di piccolo villaggio bensì di vera e propria città. Nel tempio, che si ipotizza essere dedicato all'antica Mefite, versione sannita di Venere la dea dell'amore e della bellezza, è stato rinvenuto, nelle due profonde cisterne moltissimo materiale votivo come lucerne, piattelli, coppette, terracotte votive, monete, ossa varie, conchiglie e blocchetti di porpora utilizzati per i riti. Accanto al Tempio di Mefite è stato individuato anche un impianto termale che probabilmente serviva per effettuare i riti con le acque o la cosiddetta "prostituzione sacra", come spesso è definita 1' usanza dell'obolo, una moneta pagata alle fanciulle che perdevano la verginità nel Tempio prima di sposarsi. Gli scavi sono stati effettuati dalla scuola di specializzazione in Archeologia di Matera dell'Università della Basilicata, coordinati da Emmamiele Curti, docente al Birkbeck College dell'Università di Londra, attualmente in Italia per il progetto ministeriale del "rientro dei Cervelli". «I risultati sono di enorme interesse - spiega il professor Curti - non solo per l'individuazione e la ridatazione delle varie fasi di vita dell'area. Scopo del progetto è quello di comprendere il sistema generale, e quindi la relazione tra spazi pubblici e privati di questo settore cruciale della città, proprio perché posto a metà strada tra l'area pubblica più importante, il Foro, e l'area esterna di Porta Marina, un'area che riteniamo interessata dalla possibile presenza di bacini. La nascita della divinità osca di Mefitis è molto remota tanto da essere difficile risalire alle origini del culto. Il nome in osco è Mefitis e deriva forse da "medio-dluitis", donde "mefifitis" e quindi Mefitis, cioè "colei che fuma nel mezzo" oppure da "Medhuio" cioè "colei che si inebria". È una divinità pacifica, le si attribuivano il potere di fare da tramite, cioè di presiedere al passaggio, di personificare colei che presenzia ai dualismi come la vita e la morte, il giorno e la notte, il caldo ed il freddo, il regno dei vivi e l'oltretomba. La stessa sorgente è il simbolo della forza dell'acqua che dalla terra sgorga e quindi passa all'aria, e la dea Mefite presenzia questo passaggio. All'origine era la deità ctonia - protettrice delle sorgenti, poi l'evolversi del culto l'ha protesa verso i benefici derivanti dall'utilizzo delle acque termali.