il dibattito Tutti d'accordo con lo scrittore: sponda lecchese meno chic, però senza muri Como? Molto meglio di Lecco. Parola di un lecchese, lo scrittore Andrea Vitali. È bastata una sua intervista ad accendere il dibattito, al punto che nella città di Volta nessuno lesina un commento e non mancano prese di posizione sorprendenti. Architetti, paesaggisti, politici, imprenditori e mondo universitario: la provocazione di Vitali non lasciano indifferenti i comaschi. «Como è meglio di Lecco da un punto di vista ambientale e culturale - aveva detto tra l'altro lo scrittore bellanese - La sponda comacina è più abituata a un turismo d'elite e di qualità, Lecco ha una tradizione più virata sul lavoro e l'artigianato. In termini di mentalità turistica siamo parecchi passi indietro». E ancora: «Como è più città di Lecco, dove invece la mentalità è chiusa». Opinioni condivise dall'architetto e paesaggista comasco Darko Pandakovic: «I contesti sono assolutamente diversi. Fino ai tempi del Manzoni Lecco era uno dei paesotti sul lago, mentre Como è di fondazione romana, è stata una città principe nel Medioevo, da noi c'è stato un Palazzo Rusca, un cantiere della cattedrale... La riva umanistica, colta, storica è la nostra. Da sempre è anche il luogo della ricreazione, della villeggiatura, con le ville giustamente ricordate da Vitali. Il ramo lecchese non ha tutto questo, è sempre stato più ?selvatico? e meno nobile. Ha valori naturalistici ma non certo culturali paragonabili ai nostri. Mandello non è Bellagio». Quanto alla cementificazione selvaggia, secondo Vitali maggiore sulla sponda lecchese rispetto a quella comasca: «Non condivido - dice Pandakovic - Ha subito aggressioni pesanti anche il loro territorio, ma le nostre zone sono molto più delicate e quindi i danni maggiori sono stati fatti da noi, perché si cancella una memoria storico-culturale e non ?solo? l'ambiente. Vitali scrive che i lecchesi sono addossati alla montagna - conclude Pandakovic - mentre noi guardiamo il lago, ma si dimentica che abbiamo il muro delle paratie che lo oscura...». Per il presidente dell'Ordine degli architetti Angelo Monti «è giusto considerare Como un luogo d'eccellenza, purtroppo però le criticità non mancano, si consuma suolo con scarsa attenzione sia in città sia sul lago». «Abbiamo un bene prezioso, come dice Vitali, e una storia diversa da quella lecchese, siamo stati il luogo della villeggiatura e del divertimento mentre Lecco ha una storia industriale. Dobbiamo avere cura del territorio e al contempo evitare di restare ?incantati? dalla bellezza del lago dimenticando i necessari interventi sulla mobilità». Netto l'assessore comunale alla Cultura Sergio Gaddi, a Vienna a caccia di quadri di Rubens per la prossima mostra: «Non si può nemmeno fare un paragone con Lecco, perché Como è una città mentre Lecco no. L'errore più grave che possiamo commettere è rapportarci a realtà di provincia, abbiamo un patrimonio che ci consente di guardare alle metropoli italiane ed europee. Il nostro unico problema è la mentalità, non riusciamo ancora a valorizzare al meglio le tante eccellenze comasche. Ma col tempo miglioreremo». Il presidente di Univercomo Giacomo Castiglioni commenta: «Concordo con Vitali sul fatto che i lecchesi abbiano fatto meglio di noi sulle infrastrutture e aggiungerei il campus universitario, visto che loro sono partiti e noi no. Per il resto, la sponda lecchese è davvero meno accogliente e meno turistica, Como vince nettamente anche se non tutti i comaschi colgono fino in fondo la bellezza della città». Michele Sada
COMO - Vitali sveglia l'orgoglio comasco: Più bello qui, ma il cemento...
Un articolo di giornale discute il dibattito tra i comaschi e i lecchesi sulla sponda del lago di Como. Lo scrittore Andrea Vitali ha scritto un articolo in cui sostiene che la sponda comasca è più bella e più turistica di quella lecchese. I comaschi hanno risposto con prese di posizione, sostenendo che Como è una città più ricca di storia e cultura rispetto a Lecco. L'architetto e paesaggista comasco Darko Pandakovic ha affermato che la sponda lecchese è più selvatica e meno nobile rispetto a quella comasca.
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