LA DENUNCIA "Il mistero dell'argine rotto": così titolava nei giorni scorsi "Il Tirreno" in prima pagina. Abito a Filettole, nel comune di Vecchiano, e non posso esimermi dal commentare le posizioni delle pubbliche autorità che stanno convergendo sulla tesi: «La rottura dell'argine non ha spiegazioni e quindi non era prevedibile». Non ho elementi per giudicare la validità di alcune ipotesi avanzate, quale la presenza di nutrie o di prese di acqua per l'irrigazione; così come non ho elementi per valutare come gli argini siano stati costruiti e successivamente monitorati e manutenzionati. Se però l'argine ha ceduto (tra l'altro in un tratto rettilineo) una ragione deve esserci e tale ragione va assolutamente trovata; può apparire faticoso e scomodo, ma ne va del futuro del territorio di Vecchiano e più in generale dei territori attraversati dal Serchio. Credo che il lavoro fatto dai vari enti pubblici e dai volontari nell'emergenza sia stato e sia encomiabile; non è un caso se gli italiani sono famosi anche all'estero per essere bravissimi nelle situazioni di emergenza, molto meno nella normale pianificazione. La rottura dell'argine a Nodica ha colto tutti di sorpresa; il livello del Serchio non era al limite ed era in diminuzione, da cui il mancato o ritardato preavviso di cui alcuni si sono lamentati. Il problema vero è che l'argine non doveva rompersi. Se non verrà individuata la causa (o le cause) il comune di Vecchiano vedrà compromesso il proprio futuro: chi farà investimenti su un territorio a rischio allagamento non perché l'onda di piena supera gli argini (eventi eccezionali) ma perché gli argini si sbriciolano senza ragione anche a seguito di eventi non eccezionali? La rottura degli argini non deve avvenire più, ma solo se si trovano le ragioni di quanto è accaduto si può sperare di mettere in campo le opportune misure correttive. Maurizio Pastori LA RIFLESSIONE1 Troppo facile prendersela col sindaco Centinaia di persone stanno lottando contro il tempo tra Nodica e Migliarino per salvare ciò che resta dopo il 25 dicembre. Anche nelle altre zone di Vecchiano, Avane, Filettole si aspetta il peggio con grande apprensione. In questi giorni se ne sono sentite di tutte: i bacini Enel, le tane, i tubi d'irrigazione negli argini, la manutenzione del territorio, interessi edilizi imprenditoriali. Io mi pongo anche un'altra domanda. Siamo sicuri di non dover rivedere la filosofia che ha ispirato la stesura dei piani regolatori delle zone limitrofe interessate da questi accidenti idrogeologici? Il sindaco Pardini si ritrova ultimo col cerino in mano e tutti si scannano contro di lui, ma per gli strumenti urbanistici ci sono molte altre figure coinvolte. È facile prendersela contro una figura sola, per di più figura prettamente politica, non un tecnico addetto ai lavori. Vedere la caserma dei carabinieri allagata sotto 1,8 metri di acqua mi ha riportato alla mente il terremoto de L'Aquila dove il palazzo della prefettura, luogo strategico, era disastrato come i peggiori fabbricati. Paolo Bacciottini LA RIFLESSIONE2 E se la colpa non fosse di nessuno? Adesso inizia la caccia al responsabile del disastro del Serchio. Io scrivo per dire che nessuno è responsabile. La parola calamità naturale cosa vi dice? Che il disastro è avvenuto per colpa del fato o della volontà divina a seconda di cosa si crede. Naturalmente si può dare la colpa a Berlusconi, anche se mi risulta che il microgoverno locale non sia proprio allineato con il regime imperante. La colpa, se si può veramente dare a qualcuno, è dato da decenni di malgoverno che preferisce costruire ampi parcheggi per la sagra della lumaca, mentre dedicarsi al territorio sembra un'attività secondaria o fonte di critiche inimmaginabili. Perché buttare soldi in argini e pulitura di sponde? Meglio orientarsi sullo stadio nuovo o sulla polemica sterile di Ikea sì, Ikea no. Una cosa si può dire: grazie a Dio o al fato (ancora secondo alle proprie intimistiche idee) non ci sono state vittime, per ora. Dare le colpe a quello o quell'altro è un esercizio sterile. Vi ricordate i soldatini di leva? Tutti a dire che buttavano via il tempo, forse vero. Ma adesso mancano quelle forze per intervenire con grandi numeri di personale. I militari che ci sono sono appena sufficienti a sorreggere i nostri impegni esteri. Nonostante questo con immenso amore soccorrono ancora, saltando riposi e meritate licenze. Diamo la colpa all'amministrazione comunale? Ma avete tutti pagato le tasse? Pensate che un Comune piccolo come quello di Vecchiano, San Giuliano Terme e altri possa disporre di capitali per fare importanti opere come richiesto? Protezione civile? Ma come fate a pensare che sia onnisciente? Credete davvero che una struttura che poggia al 90 sul volontariato possa davvero sopperire a tutto? Credete che l'impiegato comunale che fa le vasche con il pick della protezione civile abbia davvero tutte le capacità e le conoscenze per sapere che le talpe hanno eroso gli argini? Una micro struttura capace di valutare i rischi ambientali costa milioni anche a livello locale. La Protezione civile invia sempre avvisi di tempeste in arrivo, ma purtroppo spesso vengono sottovalutati perché le segnalazioni sono troppe e si verifica l'effetto "al lupo al lupo". Le ditte si lamentano che nessuno le ha avvertite... interessante... forse i signori imprenditori non hanno visto il livello del Serchio? Esiste un sistema di sms con cui tutti sono informati del pericolo? Mio nonno, dopo aver vissuto la grande alluvione del 1966, andava tutti i giorni d'inverno a monitorare l'Arno. I signori imprenditori non hanno forse usufruito di fondi europeigovernativi per sviluppare le loro attività? Hanno per caso speso 100 euro per creare cateratte atte a respingere un primo assalto dell'acqua? Per avere un servizio di protezione civile vincente servono milioni e, scusate, volete la riduzione delle tasse? Beh, allora... date voi una soluzione. I volontari, mirabile, unico esempio mondiale, fanno quello che possono. Ricordatevi che è un servizio volontario e siamo sotto Natale. Pensate che tutti siano sempre disponibili a soccorrere gli altri? Gratis? Credo di sì, ma questo alla lunga potrà stancare i volontari e non avranno più forze sufficienti.
LA DENUNCIA - Quell'argine non doveva rompersi
Il sindaco di Vecchiano, Pardini, è stato criticato per la gestione della rottura dell'argine del Serchio a Nodica. Il giornale "Il Tirreno" ha pubblicato un articolo con il titolo "Il mistero dell'argine rotto" e ha chiesto di sapere se la rottura dell'argine non era prevedibile. Il sindaco ha risposto che la rottura dell'argine non è stata prevedibile e che la colpa non può essere attribuita a una sola persona. Ha anche affermato che il problema vero è che l'argine non doveva rompersi e che il comune di Vecchiano vedrà compromesso il proprio futuro se non verrà individuata la causa della rottura dell'argine.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo