Non convincono l'operato della maggioranza e l'idea di un percorso partecipato sul progetto di recupero Unanimità a Palazzo dei Priori sull'importanza storica di Poggio alle Croci. A portare discordia sono, invece, le modalità attraverso cui i cittadini prenderanno parte alla decisione in merito alla questione urbanistica sul progetto del villaggio turistico. «Poggio alle Croci rappresenta un'importante patrimonio - afferma il sindaco di Volterra Marco Buselli - a cui si lega una memoria storica radicata nel territorio». E aggiunge: «È impensabile sostenere un progetto che propone delle visite guidate dopo previa prenotazione, ed è per questo necessario far partecipare i cittadini alle decisioni in merito». «È una zona della memoria» concorda Danilo Cucini di Sinistra per Volterra. Uniti quindi nel volere preservare l'importanza di quella zona rendendola accessibile a tutti. È quanto emerso nella seduta dell'ultimo consiglio comunale del 2009. Fanno discutere le modalità, «siamo d'accordo che ci sia partecipazione pubblica - sostiene Rosa dello Sbarba di Città Aperta - è indispensabile su un progetto così importante. Quello che contestiamo e che continuano a non farci vedere la proposta di piano attuativo di questa eventuale proprietà». La richiesta della capogruppo è di informare la commissione consiliare del piano attuativo del progetto con la presenza dei progettisti, e nello stesso modo di informare la popolazione attraverso un iniziativa pubblica dove i progettisti spiegheranno in dettaglio la proposta. «In questo modo i cittadini saranno in grado di elaborare le loro considerazioni - sostiene Dello Sbarba - solo a quel punto si dovrà riconvocare la commissione per entrare in merito alle singole osservazioni e poi approvarle in consiglio comunale». Cucini rispolvera il programma elettorale della Lista civica. «Aveva scritto: "affinché l'area di Poggio alle Croci resti a disposizione anche dei cittadini volterrani, si dovrà disporre che le volumetrie previste a scopo residenziale siano almeno parzialmente destinate ad edilizia popolare, agevolata o a canone concordato, e che le restanti volumetrie vadano destinate in una certa misura a strutture pubbliche di interesse generale". Perché ora che governa non lo rispetta?».