La Toscana deve tornare a crescere: è questo l'augurio che rivolgo a tutti per il 2010. Ma alla Toscana non serve uno sviluppo pur che sia. Per noi è un obbligo imboccare la strada della qualità e della sostenibilità. Tutti dobbiamo cambiare mentalità e comportamenti per superare la crisi e tornare a crescere. Siamo chiamati a gestire il territorio prevenendo in maniera efficace i disastri naturali e riducendo danni e sofferenze. Basti pensare a quanto sta accadendo in questi giorni con l'alluvione e le frane nelle province di Pisa, Lucca, Massa Carrara, Pistoia e Prato. Un territorio troppo fragile rispetto alle prove che i cambiamenti climatici ci impongono, per cui dobbiamo mettere in campo interventi di adattamento del nostro sistemo idrogeologico in grado di reggere anche alla sempre più frequente eccezionalità delle perturbazioni. Soprattutto occorre che nella progettazione territoriale vi sia quella coerenza e quella cultura della prevenzione prevista dagli strumenti urbanistici della Regione, che deve sempre costituire la misura delle scelte urbanistiche. Prevenzione e manutenzione sono le due stelle polari. Certo tutto questo è reso difficile da uno scenario nazionale che prevede scarsissime risorse per questi obiettivi. In Italia non si è ancora capito che una politica infrastrutturale è tale solo se riesce a garantire la massima sicurezza ai cittadini. Lo sviluppo che ci serve deve dunque favorire la crescita ma senza distruggere le risorse naturali. E deve farlo tanto più nelle aree della costa, dove per anni la grande industria ha fatto il bello e il cattivo tempo, fino al ridimensionamento e all'abbandono delle partecipazioni statali. Qui si è registrato a lungo un basso livello del Pil e dell'occupazione. Con gli anni 2000 questa tendenza si è invertita e le province della costa sono diventate più dinamiche, nella produzione e nell'occupazione. Nuovi settori produttivi si sono affermati, dalla nautica al terziario, dalle attività portuali al turismo, costituendo una valida alternativa al precedente modello di sviluppo. Tanto che oggi Grosseto, Livorno e Massa sono le province a più alto tasso di crescita nel contesto nazionale. Lo conferma l'annuale dossier del Sole 24 Ore sulla qualità della vita: Grosseto è in testa alle province toscane ed occupa il 7 posto (nel 2008 era al 16) di questa classifica. Anche Livorno ha risalito 11 posizioni, fino al 19 posto, mentre Massa Carrara ne scala ben 13 rispetto allo scorso anno. Fatto sta che le forti disparità tra la Toscana centrale e la zona costiera si sono ridotte. La strada imboccata è dunque quella giusta. Ora dobbiamo accelerare lo sviluppo, ove qualità, manutenzione e innovazione siano volti di una strategia unitaria. Occorre farlo nonostante le difficoltà della crisi internazionale per cogliere i primi accenni di ripresa partendo da alcune opportunità. Ne segnalo due. 1. Il distretto energetico costiero. Non penso ad una sommatoria di impianti, ma ad una strategia di sviluppo che renda questa regione non solo autosufficiente dal punto di vista energetico, ma fornitrice di energia al resto del paese. Una regione leader nell'uso delle fonti rinnovabili e nella ricerca del risparmio e dell'efficienza energetica, per ridurre la dipendenza dal petrolio e le emissioni in atmosfera. Penso ad un distretto energetico, al cui interno deve essere meglio valutata anche la presenza del rigassificatore Edison, come formidabile motore di uno sviluppo di qualità, in grado di aumentare la produzione di energia pulita, ridurre i consumi attraverso l'efficienza ed il risparmio, diminuire i costi dell'energia per famiglie e imprese. 2. La Toscana può avvicinare l'Asia all'Europa. Ecco un'altra carta da giocare attraverso lo sviluppo dei nostri porti, specie Livorno, che, grazie al completamento dell'autostrada tirrenica e all'alta velocità, possono diventare porte di accesso delle merci asiatiche dirette verso il nord Italia e l'Europa. Le navi arrivano nei porti toscani sette giorni prima che a Rotterdam. E da qui, grazie ad una moderna piattaforma logistica, fatta di veloci collegamenti autostradali e ferroviari, le merci possono raggiungere le destinazioni in minor tempo. Ciò rafforza la nostra competitività e accende tutti i motori dello sviluppo dell'area costiera.
TOSCANA - URBANISTICA E PAESAGGIO. La crescita della Toscana Due carte per la costa
Il governatore della Toscana sostiene che il territorio toscano deve tornare a crescere, ma non è sufficiente un semplice sviluppo. È necessario un obbligo di qualità e sostenibilità. La regione deve cambiare mentalità e comportamenti per superare la crisi e tornare a crescere. Il governatore sostiene che la Toscana deve mettere in campo interventi di adattamento del suo sistema idrogeologico per reggere alle prove del cambiamento climatico. È necessario una coerenza e una cultura della prevenzione nella progettazione territoriale. Il governatore sostiene che la politica infrastrutturale deve garantire la massima sicurezza ai cittadini e che lo sviluppo deve favorire la crescita senza distruggere le risorse naturali.
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