Le ruspe distruggono chiese ed edifici depoca. E al loro posto i palazzinari fanno sorgere grandi magazzini Una mostra ricostruisce come era la città prima dello scempio. Per salvare quel che resta dellarchitettura russa Deturpate strade e piazze antiche. Al loro posto palazzi di lusso e complessi polifunzionali La settimana scorsa un commando di architetti volontari dellassociazione Arkhnadzor che ha per scopo la sorveglianza e la protezione del patrimonio architettonico moscovita, è penetrato allinterno del Detskij Mir, il grande magazzino sovietico «Paradiso dei Bimbi» chiuso un anno e mezzo fa, e ha scoperto che il restauro tanto sbandierato non cè mai stato, tantomeno è in corso: gli interni, infatti, sono stati completamente devastati. Uno scempio. Lultimo di una lista impressionante di delitti architettonici che hanno insanguinato il centro di Mosca, maciullandone lidentità storica. Anzi, non lultimo. Il penultimo. Perché domenica 27 dicembre è purtroppo cominciata la demolizione di un altro vecchio edificio, quello che ospitava lIstituto Professionale allangolo del Podkolokolnyj e del Khitrovskij pereulok. Al suo posto sorgerà lennesimo complesso multifunzionale - un mostro di 8 piani - che ammazzerà la suggestiva piazza Khitrovskaja, cuore di un pittoresco quartiere ottocentesco, famoso un tempo per essere la «zona della malavita» ma anche di mercanti e commercianti, celebrata nei racconti di Vladimir Giljarovskij (1855-1935). Non sono servite a nulla nemmeno le 12mila firme raccolte contro il progetto della Don - Stroy, uno dei consorzi edilizi privati che maggiormente costruisce a Mosca, tanto meno le rassicurazioni della Moskomnasledije (lagenzia municipale per il retaggio architettonico della capitale russa). Gli ambientalisti moscoviti celebrano così lennesimo funerale di un pezzo della loro città. Ma cè chi non si vuole arrendere alle ruspe selvagge. E che ha deciso di combattere la speculazione edilizia. Mobilitando lopinione pubblica. Proprio in questi giorni è stata inaugurata al centralissimo museo darchitettura Aleksej Viktorovic Sciusev di via Vozdizhenka (si trova accanto alla Biblioteca Lenin), la mostra fotografica «Mosca 1993-2009: il peso dei cambiamenti». Lesposizione è ospitata, non a caso, in una sala che si chiama «le macerie». Ogni riferimento non è puramente casuale: sulle pareti si sviluppa il confronto tra «quello che cera» e «quello che è diventato». Le foto accoppiate lo dimostrano impietosamente. Cambiamenti impercettibili ma costanti che hanno snaturato il tessuto urbanistico; il centro storico di Mosca è stato rimpiazzato da edifici che imitano maldestramente la vecchia architettura o da discutibili costruzioni in stile postmodernismo (diciamo la verità: pacchiano kitsch pseudotradizionale). La visita alla mostra è istruttiva e significativa. Dal 2003 il sito web Moskva Kotoroij Nett (Mosca che non cè più) mette in Rete rassegne di foto depoca di edifici e strade scomparse: spesso si fa promotore diniziative per mobilitare la gente contro le demolizioni. Lo stesso museo Sciusev ha un poderoso archivio, in cui sono conservati un milione di documenti sulla storia dellarchitettura russa. Interessante è lattività del MosKultProg, più nota come MKP, un gruppo di attivisti che si occupa dei piccoli monumenti di quartiere, sorta di rabdomanti del passato che vogliono far riemergere la Mosca dimenticata e potenziale preda dei palazzinari. MKP organizza passeggiate alla riscoperta dei «tesori inattesi» di Mosca. Percorsi come la «passeggiata di Lisa» (tragitto storico-culturale sulle tracce di una novella di Karamzin che narra del suicidio per amore di una bella fioraia) o come quello lungo lAnello dei Giardini. Dove si scoprono perdite irrecuperabili. E dove matura una nuova coscienza urbano - ambientalista. A due passi dal museo Sciusev, la via Znamenka era nota per la casa del celebre matematico Carl Mazing, con lappartamento-museo del grafico sovietico Nikolaj Kuprejanov, autore del cartellone «Cittadini, preservate i monumenti culturali!». Come collante storico della via, la chiesa di santAntipio. Il palazzo finì nel mirino di unimpresa di costruzioni, i lavori di ristrutturazione iniziarono nel 2001. Con la promessa sacrosanta di ricostruire fedelmente sia la casa di Mazing, conservando lappartamento-museo, sia unaltra famosa dom, quella di Novikov, più conosciuta come la casa del Grande Scudiero, costruita tra il XVII e il XVIII secolo, legata al nome di Pushkin, che le stava dietro. Oggi, di fianco alla chiesa cè un condominio di lusso mentre al posto dellappartamento di Kuprejanov cè larco di un parcheggio sotterraneo. La mutazione è sostanziale osservano i curatori della mostra fotografica: «Mosca sta perdendo il suo codice genetico impresso nella pietra. Si sta avvicinando il giorno in cui tali legami superstiti crolleranno e lo spirito della città sarà distrutto definitivamente. I predatori bramano una sola cosa: i metri quadri».
MOSCA - Così si demolisce il centro storico lultimo sacco di Mosca
La mostra fotografica "Mosca 1993-2009: il peso dei cambiamenti" al museo d'architettura Aleksej Viktorovic Sciusev di Mosca mostra come la città sia stata alterata negli ultimi anni. Le foto documentano la distruzione di edifici storici e la sostituzione con nuovi edifici moderni. La mostra è stata organizzata per sensibilizzare l'opinione pubblica contro la speculazione edilizia e la demolizione di edifici storici. Alcuni esempi di demolizioni sono stati documentati, come la chiesa di Sant'Antipio e la casa del matematico Carl Mazing. La mostra è stata inaugurata in una sala chiamata "le macerie" per enfatizzare la distruzione dell'eredità architettonica della città.
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