Cambia il percorso formativo, la Confartigianato chiede un incontro al ministero Senigallia Hanno restaurato chiese, dipinti, affreschi, statue. Le imprese artigiane del restauro, settore che nel senigalliese vanta una lunga tradizione, rischiano di finire fuori mercato, a causa del bando che detta le nuove regole per l'accesso alla professione. Le regole contenute nel Codice dei beni culturali, se non modificate, rappresenterebbero un attacco alla competenza ed al saper fare di tanti restauratori. D'ora in avanti l'iter per diventare restauratori di beni di interesse artistico e culturale passerà attraverso il conseguimento di uno specifico diploma rilasciato da una delle tre scuole di alta formazione abilitate di Firenze, Ravenna e Roma. "Un percorso formativo che - secondo Confartigianato - salta a piè pari i laboratori artigiani che fino a oggi hanno garantito la preparazione delle professionalità del settore. Per questo Confartigianato ha chiesto di aprire un tavolo di confronto tra le Associazioni dei restauratori ed il Ministero dei Beni Culturali per ridiscutere l'impianto dei criteri di qualificazione che, di fatto, se applicati escluderebbero dal mercato moltissimi operatori oggi in attività. E ora, per le micro e piccole imprese che rappresentano il sistema del restauro, è scattato il conto alla rovescia: per accedere all'albo dei restauratori titolati ad operare per conto delle Soprintendenze, gli artigiani, in assenza del titolo previsto, dovranno presentare, entro fine anno, i documenti che certificano le esperienze lavorative maturate". "Requisito essenziale del bando, avere operato prima del 2001, per almeno otto anni su beni sottoposti a tutela. Di conseguenza, gli artigiani-restauratori dovranno affrettarsi a recuperare in poco più di un mese documenti che risalgono fino al 1993, certificati di regolare esecuzione dei lavori che all'epoca non erano tenuti a conservare, e di cui spesso le Soprintendenze hanno smarrito le copie, pena l'esclusione dall'elenco. Chi non produrrà la documentazione prescritta entro la data indicata avrà le seguenti alternative: sostenere un esame di Stato, operare come collaboratore sotto la direzione e il controllo di un restauratore abilitato, infine rivolgersi ad una clientela esclusivamente privata. I restauratori hanno chiesto al Ministro Bondi sei mesi di proroga ed un tavolo per riscrivere nuove regole
Senigallia. "Restauro, i laboratori a rischio"
Il Confartigianato ha chiesto un incontro al Ministero dei Beni Culturali per discutere le nuove regole per l'accesso alla professione di restauratore di beni di interesse artistico e culturale. Le regole, contenute nel Codice dei beni culturali, potrebbero escludere molti operatori attuali dal mercato, a causa del bando che richiede il conseguimento di uno specifico diploma rilasciato da una delle tre scuole di alta formazione abilitate. Il percorso formativo attuale, che include laboratori artigiani, potrebbe essere saltato. Il Ministero ha stabilito che gli artigiani-restauratori dovranno presentare documenti che certificano le esperienze lavorative maturate prima del 2001, pena l'esclusione dall'elenco.
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