PRIMO PIANO Il governatore stanzia 99 mln per i cassintegrati, 19 per i neolaureati e 17 per i dottorandi In Puglia maxi finanziamenti alla vigilia delle primarie La sicurezza del governatore pugliese Nichi Vendola nello sfidare e battere chiunque alle primarie per la presidenza della Puglia deriva da una cifra monstre che ha messo nel piatto il governatore, mai investita in Italia su questo nuovo strumento politico. Si tratta di ben 150 milioni di euro; non suoi, non dei partiti del centro-sinistra ma di fondi pubblici e quindi dei cittadini. Non che Vendola abbia preso e distorto i soldi della regione per questa sfida. Ci mancherebbe. Però, si sa che la politica e i politici ottengono gran parte del consenso non per le grandi opere o le idee politiche ma per i piccoli e concreti aiuti, contributi, segnalazioni, disponibilità, spintarelle, raccomandazioni e quant'altro che elargiscono ai vecchi e nuovi sostenitori quando sono al potere. E la politica italiana, bellezza! direbbe Humphrey Bogart. Ma neppure nelle finanziarie nazionali fino a ora si era osato tanto facendo scattare ben sei provvedimenti in favore di studenti, laureati, ricercatori, disoccupati, cassintegrati con una strizzatina d'occhio anche alle imprese, sotto una scadenza elettorale come le primarie. E viene facilmente da chiedersi cos'altro possa accadere alla vigilia delle regionali vere e proprie. Certo Vendola deve difendersi da attacchi immani per la forza politica che rappresenta. Il suo nuovo partito Sel (sinistra ecologia e libertà), circa metà della vecchia rifondazione comunista, è accreditato intorno al 3 rispetto al resto della coalizione che pesa dalle 10 alle 17 volte di più di quella cifra. Quindi gli è d'obbligo giocare da leader dell'intero centrosinistra, che questo lo voglia o no. Anche perché, quel «fantastico e sorprendente» risultato che ottenne alle primarie del 2005 battendo uno sconosciuto Francesco Boccia fu di appena 41 mila preferenze. Lo scorso ottobre il nuovo segretario del Pd pugliese, Sergio Blasi, ha ottenuto ben 80 mila consensi dai soli sostenitori del partito democratico e lo stesso Michele Emiliano, sconfitto, ne ha ottenuti 53 mila. Quindi ripetere l'exploit di 5 anni fa sarebbe abbastanza improbabile. Ecco allora che viene utile l'aiutino o meglio l'aiutone. Nessuno mette in discussione l'aiuto a chi ha perso il lavoro o a chi si deve formare per affrontare un difficile mercato di questi anni. Però, forse il momento e le dinamiche possono essere state inopportune. Innanzitutto 99 milioni di euro per i cassintegrati. Vendola e il suo assessore alla formazione professionale, Michele Losappio hanno scoperto che tra le pieghe degli stanziamenti per la disoccupazione c'era un tesoretto. Quasi 100 milioni che erano sfuggiti ai conti. Dopo un lungo ooooh di sorpresa, che cosa hanno fatto? Due provvedimenti, uno da 43,2 milioni di euro per elargire quatto mensilità di cassa integrazione ad ogni famiglia colpita dalla crisi, con assegni di media da 2.800 euro per circa 15 mila operai. L'altro da 55,8 milioni di euro per formare e riassumere i cassintegrati. Un contributo di 400 euro al mese al cassintegrato che sostiene i corsi di formazione e 25 mila euro alle imprese che lo assumono. Sistemati questi 100 milioni di euro dimenticati, occorre pensare anche ai giovani. Altro zoccolo duro dei consensi del governatore. Ed ecco sempre sotto le festività e prima delle primarie, 4 bandi per un totale di 50 milioni di euro da elargire. Diciannove milioni per finanziare 3 mila neolaureati che frequenteranno master in Puglia, nel resto d'Italia o all'Estero con assegni da 7.500 a 25 mila euro l'uno. E con le domande per ottenerli che dovranno essere presentate entro il prossimo 22 gennaio. Praticamente durante le primarie. Altri 17 milioni per finanziare le borse dei dottorandi di ricerca nelle università; 11 milioni per finanziare ricercatori nei laboratori pubblici regionali. Gli ultimi 3,2 milioni per borse di studio per progetti di ricerca nell'innovazione tecnologica. Tutto per un totale di 149,2 milioni di euro.