Lungo strade e argini si vedono muraglioni di sacchetti di sabbia. E le idrovore lavorano a pieno regime per svuotare il lago Il Gran teatro Puccini, un bestione che sembra non temere rivali, ha i piedi inzuppati nel lago ma si sente al sicuro. E ha le sue ragioni: difficile che l'acqua possa metterlo in crisi. Invece la Villa del Maestro, a pochi metri di distanza, sembra così indifesa di fronte al Massaciuccoli pericolosamente innalzato dalle piogge e dal fango calato dalla Lucchesia. E tutti, a Torre del Lago, si sono subito dati da fare per proteggerla. È bene chiarirlo: in realtà non c'è un pericolo imminente per la casa di Puccini. Però ieri mattina gli uomini dell'esercito e i volontari, con estrema cura, hanno piazzato una doppia cinta di sacchi di terra a tutela della struttura. Mentre all'interno la nipote di Giacomo, Simonetta Puccini, dava ordini per mettere in salvo l'antica mobilia e i due preziosissimi pianoforti - uno del 1907 e uno del 1912 - dove il celebre nonno partoriva opere liriche destinate all'immortalità. «Li abbiamo messi sopra i mattoni, per evitare che eventuali allagamenti potessero danneggiarli», dice Simonetta. E causare così un danno mica da poco: difficile calcolare il valore, ma sono pur sempre gli strumenti di lavoro di un genio. C'è anche questo, nella Toscana assediata dal maltempo. Ci sono i patrimoni culturali che devono difendersi dalla minaccia dell'acqua. C'è la Torre del Lago culla di uno dei più grandi artisti di ogni tempo, che da qualche giorno sente nell'aria parole come "esondazione" e "evacuazione". Quattrocento famiglie, si diceva in mattinata, dovranno lasciare la loro casa tra stasera e domani. Numeri poi ridimensionati dal buon senso. «Siamo nelle mani del Serchio: se rompe altri argini sono guai», dicono i torrelaghesi di fronte al loro lago ingrossato. «Siamo nelle mani del buon Dio», afferma di rimando Simonetta Puccini, come in un'invocazione degna di un'eroina. «Speriamo passi presto questo rischio di alluvione». «Che mi ricordi io, non è mai successo che l'acqua abbia invaso la Villa - continua la nipote di Puccini - neppure mio padre mi ha mai raccontato di un episodio del genere. Ora, però, siamo un po' preoccupati. Così abbiamo deciso di chiamare il Comune, e anche uno specialista di pianoforti». Già, perché qui non si parla certo di spostare dei mobili. Sono delle opere essi stessi, gli arredi della Villa. Testimonianze della lezione di un Maestro. «Ci siamo date da fare, io e le due ragazze che mi aiutano al Museo - dice Simonetta - per alzare dal pavimento tutti i mobili. C'è stato anche un sopralluogo del vicesindaco con delega alla cultura Ciro Costagliola, e dell'assessore Athos Pastechi, che sono torrelaghesi». C'è, insomma, una certa apprensione per quello che potrebbe succedere. Anche se gli anziani e gli esperti diffidano dagli allarmismi. «Abbiamo visto di peggio - dicono - è vero, il livello del lago è alto, ma ci sono stati anni in cui abbiamo avuto più paura».
TORRE DEL LAGO. Villa Puccini come un bunker. In salvo i pianoforti del Maestro, ma lì l'acqua non dovrebbe arrivare
A Torre del Lago, in Toscana, il lago è stato innalzato a causa delle piogge e del fango, mettendo a rischio la Villa del Maestro, casa di Giacomo Puccini. Gli uomini dell'esercito e i volontari hanno piazzato una doppia cinta di sacchi di terra per proteggere la struttura. La nipote di Puccini, Simonetta, ha detto che i due pianoforti sono stati messi sopra i mattoni per evitare che l'allagamento possa danneggiarli. La villa è stata costruita per difendersi dalle inondazioni e Simonetta afferma che "siamo nelle mani del buon Dio".
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