Dopo la denuncia delle associazioni ecologiste sul piano Benetton-Monte dei Paschi a Capo Spartivento e Tuerredda. «Volumetrie trasferite e cambio di destinazione d'uso senza autorizzazione». L'ok del comune di Teulada che cambia il Puc. CAGLIARI. Dovevano essere strutture ricettive, sono diventate ville di lusso. Accade tra capo Malfatano e capo Spartivento, il progetto immobiliare è quello della Sitas, 140 mila metri cubi sul mare cristallino di Tuerredda. Ora della vicenda si occupa la Procura della Repubblica. A denunciare la «traslazione di volumetrie», che sarebbe illegale, sono stati gli Amici della Terra e il Gruppo di intervento giuridico, che agli uffici della Procura hanno trasmesso documenti utili a provare quanto sostengono nell'esposto. Ed è proprio dagli atti del comune di Teulada che l'operazione varata dalla Sitas sul litorale che va da Chia a Porto Pino risulta: si tratta di 33.500 metri cubi già autorizzati che l'impresa ha ottenuto di trasferire. Come dire: le strutture alberghiere destinate a sorgere in base a una delibera del 3 ottobre 2008 a Cala Antoni Areddu-Capo Spartivento e a Tuerredda andrebbero a finire in un'area diversa. Non solo: anzichè hotel, la Sitas si prepara a realizzare seconde case (nel sito della società Sansedoni, azionista di maggioranza, vengono definite residenze di lusso) e per agevolare la società privata l'amministrazione di Teulada si impegna a modificare il piano urbanistico. Ma questa procedura - secondo l'esposto - è illegale: per ottenere l'autorizzazione al trasferimento delle volumetrie e la modifica della destinazione d'uso è indispensabile ripetere l'iter autorizzatorio, compresa la valutazione degli impatti ambientali. Qui invece Sitas e comune di Teulada sarebbero andati avanti in piena autonomia. Come se - osserva Stefano Deliperi del Gruppo di intervento giuridico - la prima autorizzazione valesse per qualsiasi intervento successivo: «In realtà - è scritto nell'esposto - visto che il precedente piano di trasformazione turistico-edilizia viene radicalmente modificato, esso dev'essere nuovamente esaminato dalle amministrazioni pubbliche statali e regionali». Perchè al di là delle procedure di legge, la costa di Capo Malfatano-Spartivento con la magnifica spiaggia di Tuerredda «è una delle più belle e integre del Mediterraneo» e per questo merita la massima attenzione e salvaguardia. Titolare del progetto - che viene definito eco-compatibile - è la Malfatano resort, una joint venture composta da Sansedoni spa (40 gruppo Fondazione Monte dei Paschi di Siena), famiglia Benetton attraverso la Ricerca Finanziaria spa (25), gruppo Toffano (24) e Silvano Toti spa (11). Sull'operazione c'è anche un forte interesse da parte del gruppo Marcegaglia, che già controlla il Forte Village di Santa Margherita di Pula e che verrebbe coinvolto nella gestione della parte ricettiva. L'investimento dichiarato sarebbe di circa cinquanta milioni di euro per hotel, centro congressi e alcune ville da proporre sul mercato internazionale.