SONO ormai due anni che «II Tempo» si occupa della Fondazione Zeri e delle tragicomiche vicende della preziosissima fototeca e della ricca biblioteca del geniale storico dell'arte, da lui lasciate in eredità all'Università di Bologna. Fabio Roversi Monaco, il Rettore dell'ateneo felsineo che aveva stretto un rapporto di collaborazione con Zeri, si era impegnato, secondo le volontà dell'infallibile studioso, di creare nella sua Villa di Mentana un Centro di alti studi storico-artistici che comprendesse anche la biblioteca e la fototeca. Poi il suo successore, il Rettore Pier Ugo Calzolari, ha imposto all'Università un repentino voltafaccia, appellandosi ad un testamento incompleto. Il risultato? La Villa di Mentana versa in un grave stato di abbandono e la fototeca e gran parte della biblioteca sono state trasferite per sempre a Bologna. Ora, su «La Repubblica» dell1 altro ieri, viene annunciato in pompa magna che «l'Università di Bologna ha raggiunto un accordo con la Microsoft, che consentirà la digitalizzazione di tutti i documenti, le immagini, le attribuzioni autografe, e, nell'arco di un ulteriore biennio, la consultazione on line» della fototeca. Si dice anche che è stata avviata la schedatura della biblioteca. E nella povera Villa di Mentana l'Alma Mater curerà la messa a norma degli impianti ed organizzerà, semplicemente, delle attività seminariali. Tutto qua, altro che Centro di alti studi storico-artistici! Queste iniziative,nello stesso articolo, sono tutte confermate dal Rettore Calzolari. Ma «II Tempo», ancora una volta, vuole sottolineare un fatto grave: il Rettore Pier Ugo Calzolari, dopo aver tradito gli impegni presi dal suo predecessore, ha anche fatto, disinvoltamente, delle promesse poi non mantenute. Da noi interpellato per l'articolo pubblicato sulle pagine culturali de «II Tempo» del 14 febbraio 2001, Calzolari disse testualmente che «solo le precarie condizioni della Villa hanno determinato, per ragioni di sicurezza, lo spostamento delle fotografie a Bologna, in un ambiente idoneo e custodito. Quando il progetto di cataloga-zione on line sarà concluso la fototeca tornerà al suo posto, come era nella volontà di Zeri», cioè a Mentana. Ora, invece, il Rettore si è rimangiato tutto e ha dichiarato che la sede definitiva dei beni e della Fondazione Zeri è stata individuata a Bologna, nell'ex Convento di Santa Cristina, insieme al Dipartimento universitario di Arti Visive. Continua così una triste storia fatta di impegni traditi, di reticenze pretestuose, di improvvisi colpi di mano. Ed è deprimente che ne sia protagonista un'istituzione statale, cioè l'Università di Bologna. Ma nessuno, né al Ministero per i Beni e le Attività Culturali né a quello dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, sembra voler intervenire. Eppure la questione non è da poco.
Le false promesse del rettore Calzolari
L'Università di Bologna ha raggiunto un accordo con la Microsoft per digitalizzare i documenti, le immagini e le attribuzioni autografe della fototeca e della biblioteca di Fabio Zeri, un storico dell'arte. La fototeca e gran parte della biblioteca sono state trasferite a Bologna, mentre la Villa di Mentana, dove Zeri aveva voluto creare un Centro di alti studi storico-artistici, versa in abbandono. L'Università ha anche promesso di curare la messa a norma degli impianti della Villa e di organizzare attività seminariali. Tuttavia, il Rettore Pier Ugo Calzolari ha fatto promesse non mantenute, come la restituzione della fototeca a Mentana, e ha cambiato la sede dei beni e della Fondazione Zeri a Bologna.
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