Il lago di Massaciuccoli in piena. Aiuti e sacchi di sabbia da tutta Italia TORRE DEL LAGO (Lucca) Il pianoforte del Maestro è salvo, ora il vecchio Foster verticale di Giacomo Puccini poggia finalmente su una pedana rialzata di legno e l'acqua del lago non lo potrà toccare. I tasti che diedero vita e voce alla Manon, a Butterfly, alla Tosca, sono al sicuro. Simonetta Puccini, nipote e unica erede del compositore, alle sette di sera guarda il Massaciuccoli che continua a gonfiarsi per le piogge ma stringe al petto ormai rincuorata i carteggi del nonno con Giacosa e Verdi. Intanto, i parà della Folgore e le decine di volontari accorsi da tutta la Toscana, hanno appena finito di sistemare intorno alla villa una doppia barriera di sacchetti riempiti con la sabbia delle cave qua intorno. Ottanta camion, dieci dell'Esercito e il resto di ditte private, scaricano ormai da due giorni i grandi massi portati da Carrara. Bisogna fermare il fiume Serchio là dove l'argine s'è rotto e in tempo per contenere la furia della nuova perturbazione che sta per arrivare ed è attesa domani. All'inizio era un fronte lungo 170 metri, che ha mandato sott'acqua i comuni di Vecchiano e Nodica con 32 evacuati, ma il lavoro dell'uomo ha dato buoni frutti e «l'argine franato ora risulta già ricostruito per una buona metà e proprio dove s'era creato il buco più profondo», annuncia a tarda sera sollevata Paola Pagliara della Protezione civile, che assieme al professor Chicco De Bernardinis sta gestendo l'emergenza in contatto con Guido Bertolaso. C'è un altro problema, però: il mare non riceve, è molto mosso, il vento di libeccio respinge la massa del Serchio e crea una specie di tappo alla foce. Il vento soffierà almeno fino a venerdì. Un intralcio che non ci voleva, comunque superabile: il vice di Bertolaso, De Bernardinis, ha chiesto ieri al Consorzio di Bonifica di Viareggio e della Versilia due idrovore in più. E, nel caso, di comprarne o affittarne altre senza porsi problemi di spesa: in questo momento è più urgente pompare via l'acqua del fiume. Poi, naturalmente, si penserà anche a far tornare i conti.