I falconi in pietra di via Giulia sembrano ora girare la testa disgustati. Alle loro spalle, il retro del palazzo progettato da Francesco Borromini è diventato terra di nessuno per lattacchinaggio elettorale abusivo. Domenica notte il lato di palazzo Falconieri che si affaccia su Lungotevere dei Tebaldi è stato tappezzato dai manifesti del candidato del Pdl alle Regionali, Renata Polverini. Ma già nel pomeriggio di ieri ai poster con il viso della sindacalista dellUgl, che promette di restare "Con te", si sono affiancati eo sovrapposti quelli de "La Destra" che invitano a votare per Adriano Tigler. Ma lAccademia di Ungheria, proprietaria del palazzo affidato nel 1638 al Borromini per essere ampliato su ordine del nobile Orazio Falconieri, è stanca di stare a guardare. «Siamo molto dispiaciuti per i manifesti del Pdl e degli altri partiti che sono stati attaccati senza la nostra autorizzazione ed è nostra intenzione adire le vie legali nei confronti dei colpevoli di questo abuso» dichiara Orsola Balla, segretario generale dellaccademia, fondata a Roma dopo lacquisto del capolavoro barocco da parte del governo ungherese nel 1927. Listituto, con le sue sale espositive e la biblioteca ricca di 20mila volumi, in questi giorni è chiuso per le festività natalizie. Rimangono aperti gli uffici. E rimane alto il «dispiacere - Balla ripetere la parola facendo capire però che lo sdegno è maggiore - per lo scempio cui è sottoposta la Loggia che abbiamo finito di restaurare solo questanno, e inaugurato a luglio, dopo i lavori completati su via Giulia nel 2008». Laltana, il cammeo borrominiano del 1646, si affaccia da sempre sul Tevere e, ora, sul traffico continuo di auto, writer e attacchini. La tinteggiatura è ancora fresca e luminosa, come forse in antico. E sul fianco interno della corte, quello che guarda verso piazza Argentina, uninutile targa ricorda il "Divieto daffissione. Articolo 663 Codice Penale". Lavvertimento è stato coperto proprio dai manifesti della Polverini anche se ieri mattina quelli incollati su quel lato del palazzo (ma non su fianco direttamente sul fiume) sono stati staccati da una mano pietosa. Per mostrare al di sotto - come in una parete palinsensto, versione negativa del capolavoro di Santa Maria Antiqua al Palatino - altri sdruciti poster: quello del Pdl capitolino post aggressione del premier a Milano ("Basta odio, i romani con Berlusconi" recita la scritta) e uno del Pd che invitava a votare Ileana Argentin alle ultime primarie dei Democratici, attaccato talmente in alto che nessuno arriva a coprirlo o a toglierlo. Si tratta di affissione illegale. Ma non meno deturpante è il cartellone del Comune di Roma (anche qui un altro poster della Polverini) che è stato illogicamente piazzato proprio addosso a quellangolo del palazzo di Borromini che - disgraziatamente per i proprietari e per la storia dellarchitettura italiana - non è stato possibile proteggere con una cancellata. (29 dicembre 2009)