L'assessore alla Cultura del Comune di Milano ha ragione a vantare il successo di un milione e 300 mila visitatori alle mostre allestite nelle varie sedi dal Comune. E un grande risultato che va esaminato nelle sue componenti: efficacia della pubblicità, desiderio di acculturazione, confronto con altre risorse del tempo libero. Come al solito, nei comunicati in cui si elogia il Comune non si tiene conto delle altre risorse della città, che vanno da una pinacoteca nazionale come Brera, che con successo sta celebrando i suoi duecento anni, alla più milanese di tutte le istituzioni milanesi che è l'Ambrosiana, per non dire del Poldi Pezzoli o del Museo della Scienza e della Tecnica e di altri. Assicurare la prosperità e la visibilità di tutte le istituzioni cittadine dovrebbe essere un compito primario di chi ha a cuore l'intera città. Si sa che, invece, istituti insigni hanno serie difficoltà di bilancio e un pubblico scelto ma numericamente limitato. Comunque con il consumo di mostre del 2009 il Comune ha messo da parte un notevole capitale di aspettative culturali. Si tratta ora di non deludere chi con tanto entusiasmo ha accolto l'offerta. Ha avuto senso tenere insieme, negli stessi giorni e nello stesso Palazzo Reale, una mostra di tema giapponese di grande responsabilità scientifica e un'altra, sempre di argomento giapponese, assai più facile e corriva? il rischio di disorientare un pubblico che non ha un museo come istituto stabile nel quale confrontare le impressioni ricevute da una mostra è serio. Che cosa lasciano di permanente le mostre, oltre al catalogo? Sul Corriere di ieri il futuro commissario di Brera, Mario Resca, annuncia l'istituzione del polo museale anche a Milano, che coordinerà le iniziative dei musei statali sul territorio. A Milano vi sono due musei statali: Brera e il Cenacolo. Era ora che lavorassero insieme. Ma, attenzione: vedo che nel bilancio positivo del 2009 vi sono le tre aperture straordinarie del Cenacolo. Non ci era stato detto che andava custodito con un rigido controllo dell'ambiente? Che cosa succederà quando migliaia di visitatori dell'Expo si presenteranno davanti a una porta chiusa?