Ho pensato a uno scherzo leggendo sulla Gazzetta la notizia in merito alla sorte del museo di Palazzo Ducale o per meglio dire della Soprintendenza di Mantova, Cremona e Brescia. Pare, tuttavia, che con il passare dei giorni ci sia qualche sviluppo positivo nella vicenda. Non dubito che l'attuale ministro per i Beni Culturali, persona, si dice, molto acculturata, conosca perfettamente la storia della Soprintendenza di Mantova e pure quello che ha fatto un suo predecessore, il ministro Spadolini, che era attento alle sorti del Palazzo Ducale che tanto amava, quando nel momento dell'istituzione del Ministero per i Beni Culturali con il D.P.R. n. 805 del 1975 voleva unire a Mantova anche la Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici che poi, trovando difficoltà, fu istituita a Brescia. Ora, invece, è un momento difficile e pare si voglia accorpare Mantova e provincia ad altre città formando una nuova Soprintendenza con sede a Verona. Credetemi, è un'idea che fa rabbrividire, quella di perdere al Soprintendenza e il museo di Palazzo Ducale, una delle istituzioni più importanti a livello nazionale, affidandola a un Soprintendente che, pur con tutto il rispetto, non dovrebbe risiedere nella nostra città e che farebbe il pendolare per una volta o due alla settimana, affidando le sorti della sua sopravvivenza, probabilmente, a un direttorio. Abbiamo già avuto un precedente quando il dott. Paolucci nel novembre del 1986 prese il primo treno per Firenze e se ne andò da Mantova. Anche in quella occasione ci fu un momento di grande paura per le sorti della Soprintendenza che fu affidata, poi, per due anni alla reggenza dell'arch. Roberto Soggia, che, insieme a tutti noi, la diresse egregiamente in attesa che arrivasse il dott. Cicinelli. Ci sono anche oggi dei funzionari in grado di svolgere quelle funzioni, anche perché ho sentito che recentemente è stato fatto un concorso per Soprintendenti e, quindi, arriverà il momento della loro nomina. Quanto al «prestito» del Palazzo Ducale al Comune di Mantova come fanno a Venezia, in extremis, potrebbe essere un'idea da non sottovalutare, anche se ritengo, conoscendo bene le due istituzioni, che la direzione del Museo sia meglio rimanga ai funzionari del ministero per le diverse problematiche che presentano. Se dovesse andare in porto l'iniziativa annunciata, torneremo a prima del 1939, quando non esisteva la Soprintendenza e solo in quella data nacque la prima Soprintendenza di Mantova e Cremona, proprio, perché l'allora ministero dell'Educazione Nazionale capi che, per l'importanza di quel grande monumento storico artistico, e per la storia della famiglia Gonzaga che l'aveva man mano in 400 anni fatto costruire dai più validi artisti di quell'epoca, era necessario istituire nella città di Mantova una nuova Soprintendenza. Le istituzioni politiche e di altre finalità locali non devono assolutamente permettere una tale ingloriosa fine a questa ultima medaglia che è rimasta ai mantovani che hanno perso negli ultimi tempi le istituzioni economiche finanziarie e c'è il pericolo di perdere anche parte di quelle culturali. Così diventeremo non una città con una provincia che mira a mantenere la propria identità e la propria gloria del passato, bensì un grande paese di qualche decina di migliaia di anime disperse in mezzo alla Pianura padana, forse non più padani», di proprietà di tutti quelli che vogliono portarle via qualcosa.