ARTE. Il Senato francese, proprietario dell'istituto, ha licenziato il controverso gestore Verger Parigi, scandalo al Luxembourg Anche Paolucci aveva protestato Uno scandalo che avrà eco anche italiana torna a colpire la gestione privatizzata della cultura. Il Musée du Luxembourg a Parigi chiude, almeno per il 2010: in luglio il Senato, proprietario del museo, ha deciso di rompere il contratto con la Svo, la società che gestisce la struttura dal 2000, con la quale è ai ferri corti da un paio d'anni, e ha già lanciato una gara d'appalto per una nuova gestione secondo formule controllabili dallo stato. Dal 17 gennaio, ultimo giorno della mostra in corso dedicata a Tiffany figlio, i 25 dipendenti del museo (e i 75 posti di lavoro indotti dalla sua attività) si ritroveranno quindi per strada, senza lavoro. Le due mostre che erano in preparazione, tra cui una su «Le imbarcazioni e gli impressionisti», sono annullate, ma il presidente del Senato Gerard Larcher spera di trovare un nuovo partner che possa organizzare una mostra per il 2011. Il nuovo operatore dovrà prendere a suo carico la manutenzione del museo e applicare tariffe d'ingresso più basse. Nonostante abbia attirato 5,5 milioni di visitatori in dieci anni, parecchie delle 17 esposizioni organizzate dalla Svo (che aveva una autorizzazione di occupazione temporanea per dieci anni) sono state oggetto di critiche negative da parte di specialisti, come rileva Le Monde. La vicenda ha anche un risvolto italiano: nell'ottobre 2008 i cinque sovrintendenti di musei italiani del comitato scientifico del museo, tra i quali Antonio Paolucci, direttore generale dei Musei Vaticani ed ex ministro dei beni culturali, si dimisero. Incaricati dei prestiti di opere d'arte italiane per le mostre sul Rinascimento del museo parigino, affermarono che non avrebbero più autorizzato prestiti di tele d'autore «fintanto che il Senato francese non si deciderà a mettere ordine» nell'organizzazione delle sue mostre e soprattutto a «tenere lontano» Sylvestre Verger, patron di Svo. Questi è in causa da due anni con Patrizia Nitti, curatrice di diverse mostre sull'arte italiana al Luxembourg, che ha portato Verger in tribunale con l'accusa di averla estromessa da alcune mostre, come quella su Tiziano del 2006.