"Sembra un ibrido tra Parigi e New York" "Il più grande centro del cibo e del vino" «Shopping sofisticato, caffè ricchi di stile e un forte senso storico vi aspettano in questa bella città del Nord Italia»: il 18 aprile di questanno il britannico The Independent dedica un articolo alle bellezze culturali e gastronomiche della città della Mole. «La prima capitale dItalia è stata descritta come una 'bella addormentata per i suoi eccezionali ma poco conosciuti palazzi barocchi, le sue piazze ed alcuni musei dimportanza internazionale», si legge nellarticolo. LIndependent guida il lettore attraverso le bellezze di «una delle città italiane più insolite, un gioiello architettonico che ospita un celebre sudario, la Juventus, le auto Fiat e più di 40 musei». Il 6 agosto di questanno il prestigioso settimanale tedesco Die Zeit dedica un articolo al «labirinto illusionistico» del Museo del Cinema di Torino, «il più bel museo del cinema in Italia». Un luogo dove «sogno e realtà si distinguono a malapena», accasato in un edificio surreale «che sembra costruito per un film», un «sogno verticale» che allinaugurazione nel 1889 era «il più alto edificio in muratura dEuropa». E, «non a caso», questo sacrario italiano dellillusione ottica si trova in una città che è stata «non solo la prima capitale dItalia, ma anche la prima metropoli del cinema del Paese, ben prima che a Roma sorgesse il mito di Cinecittà». A metà novembre di questanno il Financial Times punta i riflettori su Torino, una città che il quotidiano economico descrive come «abbracciata da un orizzonte alpino, che sembra un ibrido tra Parigi e New York». Larticolo racconta la leggerezza «evanescente» di Palazzo Madama, i tramezzini di Mulassano, «sandwich triangolari ora adorati in tutta Italia», i portici e «gli impeccabili tetti di mansarde» di Piazza San Carlo, che «racchiude tutto il meglio del sereno barocco torinese». Senza dimenticare la chiesa della Consolata, «una delle chiese più incantevoli dItalia», e linsolita usanza dellaperitivo, «durante il quale i banconi dei bar spariscono sotto montagne di stuzzichini». A puntare per primo lo sguardo su Torino è il New York Times che nellottobre del 2008 celebra il capoluogo piemontese come «il più grande centro del cibo e del vino al mondo». Il giudizio così favorevole compare nellinserto Travel Guide in un ampio servizio firmato da Gisela Williams, che parte da Eataly per spingersi alla Reggia di Venaria. Lautrice si sofferma anche sul passato industriale e sulle trasformazioni urbanistiche (in particolare la rinascita del quartiere Lingotto), sulla buona abitudine dellaperitivo e degli stuzzichini. Racconta i vecchi depositi ferroviari dei Docks Dora, i Murazzi, protagonisti della scena notturna torinese, la Pinacoteca Agnelli e il Quadrilatero Romano.