Parla lo scrittore Ermanno Rea: molte iniziative possono trasformarsi in dispendio di denaro "Il Vesuvio in piazza? Unopera dovrebbe ricordare lo scempio della cementificazione" ermanno Rea è a Parigi, non ha visto "Pionier II" e neppure sa delle polemiche, dei cambi di navigazione a vista che si son resi necessari. «Diventa quindi arbitrario e saccente - spiega lo scrittore, giornalista ed ex presidente della Fondazione Premio Napoli - esprimere un giudizio. In linea di principio non sono contrario ad alcune iniziative di carattere artistico che coinvolgono la cittadinanza: finché sono stato alla Fondazione ho imposto il premio proprio come qualcosa che doveva aprirci a parlare alla gente. Ora siamo sul taglio del coltello: queste cose possono facilmente trasformarsi in dispendio di denaro, in scelte sbagliate, ma qui diventa arbitrario dire qualunque cosa. Certo - prosegue lautore di Mistero napoletano, La dismissione e Napoli ferrovia - città come Napoli dovrebbero fare molta attenzione ad amministrare bene il proprio denaro, anche se non mi riferisco a questa in particolare». Tuttavia Rea sottolinea limportanza del tema scelto: «Mi viene in mente un racconto di Matilde Serao che dice che tutti dobbiamo fare i conti con il Vesuvio, che ci caratterizza ma ci sovrasta come una minaccia. Se la lettura dellopera fosse anche un "memento", un ricordo dello scempio commesso con la cementificazione del vulcano e dei guasti che abbiamo compiuto su di esso, sarebbe utile anche come autocritica. Ma queste iniziative dovrebbero essere mediate, ci vorrebbero persone che fanno osservazioni, guidando una riflessione sulla complessità del tema trattato». (s.cer.)