Via al bando: ogni zona del centro avrà il suo modello di pedana Centomila euro in palio, ventimila a ciascun vincitore La soprintendenza in commissione Tavolini su suolo pubblico, sarà una gara a decidere il modello per gli spazi esterni di bar e ristoranti nel centro. Anzi, 5 modelli: uno per il «castrum romano», uno per la fascia larga che gira intorno al «castrum» e comprende anche il Duomo, uno per lOltrarno, uno per la zona est di via della Mattonaia e uno per quella ovest del Teatro Comunale. Ognuno dei 5 vincitori avrà 20.000 euro. Occhio però, Palazzo Vecchio non transige. Nonostante la furia degli operatori, i «dehors» saranno concessi solo se il locale garantirà alcuni servizi aggiuntivi: dal Wi-Fi ai fasciatoi per neonati, dallaccessibilità per gli handicappati ai rifiuti che non devono stazionare in strada. In cambio, non verrà aumentata la Cosap per i tavolini in strada. Sono le nuove regole per i 500 «dehors» di Firenze, appena approvate dallultima seduta dellanno della giunta comunale. Le regole della rivoluzione: «Una bella cosa», la definisce il sindaco Matteo Renzi. «Una misura riformista», incalza il vice e assessore al commercio Dario Nardella. I tempi? «Il nuovo regolamento, ridotto e semplificato perché sarà poi la giunta a dettare le norme tecniche, verrà approvato l11 gennaio dal consiglio comunale. E a quel punto verrà lanciata subito la gara per i 5 modelli per il centro tutelato dallUnesco», spiega Nardella. Sarà poi una speciale commissione, con dentro un rappresentante della sovrintendenza, a selezionare i prototipi vincenti. E i titolari di bar e ristoranti dovranno adeguarsi: «Chi ha già fatto domanda non deve ricominciare daccapo». Dovrà però presentare gli adeguamenti per lestate. Chi invece il «dehors» ce lha già (secondo il Comune sarebbero soltanto una decina di casi) avrà più tempo, fino a marzo 2011. Ma dovrà comunque adeguarsi. Per i «dehors» fuori dal centro arriveranno presto le norme tecniche. Ma resta il contrasto sulla concessione: «E assurdo rendere obbligatori i fasciatoi nei pub e la connessione Wi-Fi nei ristoranti di livello», protesta il vicepresidente Confcommercio Locchi. Ma Nardella ribatte: «Pronti a discutere di tutto ma non di un provvedimento che garantisce più servizi ai cittadini».