Battaglia sulle convenzioni tra i Beni culturali e le società. Tra i siti ci sono Taormina, Segesta e Valle dei Templi Dal primo gennaio il personale dovrà essere sostituito con quello della Beni culturali spa Novamusa a Terre dellArcadia fanno ricorso al Tar per non perdere laffidamento Da Segesta a Selinunte, passando per Taormina e Siracusa, i gioielli archeologici siciliani rischiano di rimanere chiusi in queste vacanze di Capodanno e dal primo gennaio in poi. Ormai è guerra aperta tra le società che fino a oggi hanno gestito i servizi aggiuntivi e lassessorato ai Beni culturali, con tanto di ricorsi al Tar, richieste di risarcimento milionarie e lettere di licenziamento agli addetti alle biglietterie e ai bookshop. Risultato? Dal primo gennaio potrebbero chiudere i battenti per assenza dei gestori diversi siti siciliani, proprio nel cuore di queste vacanze di fine anno, con decine di tour operator che hanno programmato da tempo le visite guidate. Tutto nasce dalla decisione dellassessorato ai Beni culturali di mettere fine alle proroghe dufficio delle convenzioni con aziende private per la gestione dei servizi aggiuntivi. Dal primo gennaio, secondo una circolare firmata dal direttore Vincenzo Emanuele, a sostituire i privati dovrà essere il personale della società regionale Beni culturali e comunque «dovranno organizzarsi le varie Soprintendenze per garantire lapertura dei musei». A questa decisione Novamusa, la principale società privata che da anni gestisce Selinunte, Segesta, il teatro antico di Taormina, la neapolis e il museo Paolo Orsi di Siracusa, ha fatto ricorso al Tar e nelle more della sentenza dei giudici amministrativi, prevista per marzo, ha licenziato i suoi 40 dipendenti e minaccia di non cedere le chiavi delle biglietterie non appena sarà scaduta la convenzione, cioè giovedì prossimo. Sul piede di guerra è anche la società Luoghi dellArcadia che gestisce la Valle dei Templi. «Abbiamo avviato una richiesta di risarcimento danni per 21 milioni di euro, la Regione non può di punto in bianco decidere di non rinnovare la convenzione dopo che noi abbiamo fatto investimenti importanti nei siti archeologici siciliani», dice lamministratore di Novamusa, Marco Mottolese. «I privati devono cedere la gestione dal primo gennaio, stiamo facendo di tutto per organizzarci con personale interno e della Beni culturali per garantire lapertura dei siti, certo qualche disagio in questa fase intermedia ci potrà essere ma lo ridurremo al minimo», assicura Emanuele. Peccato però che le Soprintendenze attendano direttive chiare sul come e in che termini trasferire personale della Beni culturali e spostare nei prossimi giorni i custodi dietro le biglietterie. «Anche perché i custodi sono pochi e riuscire a tenere aperte le biglietterie sarà davvero dura», dicono dalla Soprintendenza di Siracusa. I tour operator sono già sul piede di guerra, anche perché ieri hanno ricevuto la notizia che il primo gennaio sarà chiusa la Cappella Palatina a Palermo: «Abbiamo da tempo organizzato visite guidate nei principali siti archeologici e culturali della Sicilia e adesso rischiamo di trovarli chiusi, un assurdo», dice Carolina Castellucci, della Sicilian tourist service. «La Cappella Palatina è sempre rimasta chiusa il 25 dicembre e il primo gennaio, il resto dellanno è aperta», dice il direttore della Fondazione Federico II, Lelio Cusumano. a. fras.
PALERMO - La Regione dà lo stop ai gestori privati musei a rischio chiusura per le vacanze
Il personale delle società private che gestiscono i siti archeologici siciliani, come Novamusa e Luoghi dell'Arcadia, rischia di perdere il lavoro a partire dal primo gennaio. La Regione ha deciso di mettere fine alle proroghe dufficio delle convenzioni con aziende private per la gestione dei servizi aggiuntivi e ha deciso di sostituire i privati con il personale della società regionale Beni culturali. I dipendenti delle società private hanno fatto ricorso al Tar e hanno minacciato di non cedere le chiavi delle biglietterie. I tour operator hanno anche espresso preoccupazioni per le visite guidate che rischiano di essere cancellate.
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