Entrano leconomista e il burocrate parte il grande puzzle degli incarichi Delega più ambita quella delle Attività produttive, che riunisce Industria e Cooperazione Nella rosa dei capi dipartimento in uscita ci sono Lo Bue, Leonardi Bellomo e Bullara I volti nuovi del Lombardo ter rispondono allidentikit disegnato dal governatore: tecnici di comprovata esperienza e fedeltà al governatore, ma di certo non invisi al Pd. Anzi. Mario Centorrino, 67 anni, è una figura storica dellintellighenzia siciliana di sinistra. Ordinario di politica economica allUniversità di Messina, nel suo lungo curriculum ci sono tra laltro gli incarichi di consulente per il presidente della Regione diessino Angelo Capodicasa. Centorrino è stato anche componente della segreteria regionale della Quercia sotto la gestione di Claudio Fava e, nel 2006, assessore nella giunta messinese guidata da Francantonio Genovese. Centorrino, collaboratore di "Repubblica", è stato anche eletto, a fine 2007, nella prima assemblea costituente nazionale del partito democratico. Il docente messinese è stato, con Giovanni Fiandaca, uno dei leader del "movimento dei professori" che nel 2001 tentò di costruire unalternativa nella società allo strapotere del Polo. A Centorrino si deve, fra laltro, il conio del termine "cuffarismo". Dopo lelezione di Lombardo a Palazzo dOrleans, leconomista si è avvicinato allMpa: ospite applaudito al congresso della Colomba di Roma, nel febbraio scorso, sta preparando un libro sul partito del Sud. Ha destato maggior sorpresa la nomina di Pier Carmelo Russo, che ha superato la concorrenza di grand commis quali Francesco Paolo Busalacchi e Luigi Castellucci. Russo, avvocato ed ex direttore amministrativo del Policlinico, fu nominato dirigente generale da Cuffaro nellautunno del 2006. Ma la sua paternità politica è stata sin dallinizio contesa: Angelino Alfano, allora coordinatore regionale di Forza Italia, spiegò che Russo era il figlio legittimo di un matrimonio fra Udc e Fi. Ma il dirigente bagherese non ha mai rinnegato le sue antiche simpatie di sinistra e con Lombardo è stato subito feeling: la sua escalation, che nel giro di tre anni lha portato dal dipartimento Turismo alla segreteria generale di Palazzo dOrleans sino a un incarico da assessore, ha i connotati di unavventura sostenuta da un fronte trasversale. Quando, nel luglio scorso, annunciò di volersi mettere in pensione a soli 47 anni, non mancarono le polemiche sul trattamento dorato riservato dalla Regione ai suoi dipendenti. Russo non la prese bene e spiegò che lui voleva mettersi a riposo per accudire il padre in cattive condizioni di salute. Proprio i problemi familiari lo hanno portato ieri a una riflessione sullopportunità di entrare in giunta. Poi Lombardo lo ha convinto. E con lultimo sì, alle cinque del pomeriggio, il governatore ha chiuso la porta della sua stanza e, come dicono i collaboratori, si è riunito con se stesso. Sul tavolo il puzzle dei nuovi assessorati e delle 28 postazioni di dirigente generale figlie della riforma. La poltrona più ambita, nella giunta in fase di decollo, è quella delle Attività produttive, un ramo damministrazione che mette insieme le competenze di Industria e Cooperazione: in pole position Giambattista Bufardeci, esponente del Pdl Sicilia. Quel posto, in realtà, fa gola anche allMpa. E il governatore vorrebbe farvi accomodare un suo fedelissimo, come Lino Leanza o Roberto Di Mauro, spostando Bufardeci allEconomia. Il principale nodo da sciogliere. Leanza, in ogni caso, è destinato a lasciare i Beni culturali. E fra le destinazioni a lui gradite cè il nuovo assessorato allIstruzione e alla Formazione professionale. Marco Venturi, assessore uscente allIndustria, andrà probabilmente a guidare il nuovo ramo damministrazione che si occuperà di Energia o laltro che, invece, avrà competenza sulle infrastrutture. La delega che rimarrà libera, fra le due, potrebbe essere appannaggio del neo assessore Centorrino. Alla Funzione pubblica potrebbe invece sedersi Pier Carmelo Russo che andrebbe così a seguire lattuazione di quella riforma della dirigenza sulla quale ha lavorato nella veste di burocrate. Tutto ciò consentirebbe a Gaetano Armao di occuparsi di Beni culturali, delega che allavvocato amministrativista non dispiace, diversa da quelle occupate sinora. E restituite per evitare una mozione allArs che avrebbe sanzionato il suo contestato conflitto dinteressi. Per il resto, si va verso alcune conferme: Massimo Russo alla Salute, Nino Strano al Turismo, Michele Cimino alle Risorse agricole (ma anche per lui si è parlato di una designazione allEconomia). Al Territorio, in questo quadro, potrebbe andare il finiano Luigi Gentile. Il problema più rilevante, per Lombardo, è la nomina dei dirigenti generali. Ed è anche la questione che ieri ha suscitato le maggiori tensioni con gli alleati. I boatos di Palazzo dOrleans, in serata, raccontano di una rosa di capi dipartimento in uscita. Nellelenco dei burocrati a rischio conferma figurano Robert Leonardi (dipartimento affari extraregionali), Cosimo Gioia (Agricoltura), Fulvio Bellomo (Azienda foreste), Manlio Munafò (Lavori pubblici), Salvatore Taormina (Autonomie locali), Francesco Di Chiara (sovrintendenza di Palazzo dOrleans), Maria Antonietta Bullara (Sanità) e Giovanni Lo Bue (Trasporti). Questultimo dovrebbe comunque andare in pensione. Si apre comunque la corsa alla successione di Pier Carmelo Russo nel ruolo di segretario generale della presidenza. In pole position il ragioniere generale Enzo Emanuele. Al posto di Leonardi potrebbe tornare a Bruxelles Francesco Attaguile.