Nei giorni scorsi il ministero per i beni culturali ha ricevuto i rappresentanti sindacali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, per discutere sulla nuova regolamentazione di accesso alla professione di restauratore. Il ministro Bondi ha affermato che non intende dare il via, in un delicato momento transitorio, a una sanatoria generalizzata. Tuttavia i miei uffici hanno già incontrato le organizzazioni sindacali, che sottoporranno al più presto in un successivo incontro le proprie osservazioni riguardo questa normativa . Dichiarazione che i sindacati valutano criticamente, perché il ministro continua ad interpretare sostengono - la richiesta di giustizia che viene da tutto il settore del restauro come una richiesta di sanatoria che porterebbe a una dequalificazione del mercato. Rivendicano che la mobilitazione dei restauratori vada invece nella direzione opposta, quella cioè di stabilire una volta per tutte regole condivise con parti sociali e Regioni e restituire dignità al lavoro che svolgono gli operatori del restauro. I sindacati evidenziano che i diplomati degli istituti centrali del restauro in Italia, dal dopo guerra ad oggi, sono solo mille. Ne consegue che la maggior parte dei restauri eseguiti in Italia, e non solo, soprattutto quelli effettuati negli ultimi vent'anni, da quando cioè il mercato è cresciuto, e con esso il numero di addetti, sono opera dicono - unitamente degli ex alunni delle scuole di eccellenza, di migliaia di operatori appassionati e di imprese che hanno contribuito allo stesso modo a rendere la scuola italiana del restauro eccellente e riconosciuta in tutto il mondo.
RESTAURATORI - Anche sndacati si mobilitano contro le nuove regole
Il ministero per i beni culturali ha ricevuto i rappresentanti sindacali per discutere sulla nuova regolamentazione di accesso alla professione di restauratore. Il ministro Bondi ha affermato di non voler dare il via a una sanatoria generalizzata, ma i sindacati hanno espresso critiche alla sua interpretazione. I sindacati sostengono che la mobilitazione dei restauratori dovrebbe stabilire regole condivise con le parti sociali e le Regioni per restituire dignità al lavoro. I diplomati degli istituti centrali del restauro in Italia sono solo mille, e la maggior parte dei restauri eseguiti negli ultimi vent'anni sono opera di operatori appassionati e imprese. I sindacati chiedono di non dequalificare il mercato del restauro.
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