Un milione e trecentomila visitatori in coda per le mostre. A febbraio rassegna su Egon Schiele e a settembre arriva Dalì Record di pubblico a Palazzo Reale, Besana e Pac. L'assessore Finazzer: l'arte batte la crisi Come se tutta Milano si fosse messa in coda davanti a una mostra o a un museo. Un milione e trecentomila visitatori in un anno, distribuiti tra Palazzo Reale, Rotonda della Besana, Pac e Palazzo della Ragione. « È un record», esulta Massimiliano Finazzer Flory. Fame di cultura in tempo di crisi. Si pensa all'arte proprio mentre si tira la cinghia. «L'unico fattore di successo di quest'anno disgraziato insiste l'assessore alla Cultura è stata proprio la cultura. Ho inaugurato cinquantacinque mostre, mi dica se questo non è un trionfo». Record per le mostre del Comune e record per la mostre in Comune. L'ultimo giorno del San Giovanni Battista di Leonardo a Palazzo Marino ha messo in fila migliaia di milanesi. In tre giorni 24, 25 e 26 dicembre , 28mila. Ottomilanovecento, solo a Santo Stefano. Non è record solo per «colpa» del San Paolo di Caravaggio, ospitato a Palazzo Marino giusto un anno fa. Totalizzò 163mila visitatori, qualcosa in più rispetto al Battista di Leonardo ma con quattro giorni in più d'apertura al pubblico. Derby chiuso in sostanziale pareggio. Che conferma però che la formula funziona, anzi entusiasma. Un capolavoro, uno solo, ma gratis. Ultimo giorno ieri per il Battista, primo per la Natività di Lorenzo Lotto, in mostra fino al 17 gennaio al Diocesano. La regola della tre G, sintetizza Finazzer: «Genio, gente, gratuità». «Mi unisco al coro di trionfo, ma il sistema culturale di una città non può vivere solo sulle eccellenze episodiche», commenta però il sovrintendente Alberto Artioli, a sua volta protagonista del ritrovato successo del Cenacolo. «La cultura è quotidianità, sono musei che funzionano, che tengono aperti, che si rinnovano. Ben vengano gli eventi di "cassetta", ma da soli non possono bastare » . L'obiettivo però è proprio quello, puntualizza Finazzer: strategia. Nel 2010, a novembre, aprirà il Museo del Novecento all'Arengario. In contemporanea scatterà il super-biglietto, un ticket unico per le mostre di Palazzo Reale, il museo del Duomo e appunto le 3500 opere del nuovo Arengario. In Europa e nel mondo i musei abbassano le tariffe, perché scoprono che gli incassi persi rientrano poi dalla finestra grazie alle attività commerciali interne. Bookshop, caffetterie, gadget. «Un orizzonte possibile solo se la gestione dei musei fosse affidata alle Fondazioni. Qui da noi è una strada impraticabile: le raccolte sono statali o civiche». In ogni caso il tema del «costo» della cultura rimane sul tappeto. «L'assessore al Bilancio mi ha chiesto di fare cassa. Ho risposto che le tariffe di musei e mostre non si toccano, se non con l'arrivo del biglietto unico. Piuttosto mi sono impegnato a trovare sponsor, a chiedere aiuto ai privati». Si guarda avanti, nel frattempo. A febbraio è in calendario il primo grande evento: Egon Schiele e l'espressionismo viennese. «Un clima culturale che vogliamo far rivivere in tutta la città, con incontri e kermesse a tema in centro». «Perché da valorizzare sottolinea l'assessore c'è anche la grande architettura liberty di Milano». A settembre si ballerà il flamenco sui tavoli di bar e ristoranti, giura poi l'assessore, con Salvador Dalì in mostra a Palazzo Reale. Intanto, una settimana fa, è partita l'operazione «bandiere», in collaborazione tra Comune e Intesa San Paolo. Obiettivo? Rendere riconoscibili i luoghi della cultura cittadina. Dall'anno prossimo su 67 palazzi «nobili» (13 musei, 23 teatri, 4 auditorium, un cinema e 2 sedi istituzionali) sventoleranno altrettanti stendardi con nome del palazzo e piantina stilizzata dello stabile. A fianco le tre bandiere: europea, italiana e comunale.