«Impossibile, è zona vincolata» IL CASO. I documenti per il progetto di albergo su Colle San Leonardo sono stati resi pubblici da «Sinistra e libertà». «Così si vuole trasformare l'ex Seminario degli Stimmatini». L'assessore Giacino: «Non c'è alcuna possibilità di costruire» Dopo le smentite dei mesi scorsi, tornano le polemiche sul complesso alberghiero di lusso che dovrebbe sorgere al posto dell'attuale edificio del seminario degli Stimmatini, adibito a foresteria, sulle Torricelle, a ridosso del santuario Madonna di Lourdes. Il progetto del «San Leonardo hotel» - albergo da cento stanze con spazi congressuali, piscine, ristorante panoramico e ampi spazi verdi su una superficie di tre ettari con un potenziale edificatorio di 12mila metri quadrati - era stato pubblicizzato in un depliant distribuito alla fiera di Milano. L'edificio, tuttavia, si trova in una zona tutelata dal punto di vista ambientale e la «scoperta» del depliant pubblicitario aveva scatenato le proteste dell'opposizione. «Come può una società avere certezze così robuste da promozionare la realizzazione di un albergo che sulla carta non può essere costruito?» avevano osservato Roberto Fasoli e Carlo Pozzerle del Pd. L'assessore all'urbanistica Vito Giacino aveva però negato che in Comune fossero arrivate proposte sull'area in questione. Adesso, a riproporre il caso sono gli esponenti di Sinistra ecologia e libertà. «Le bugie», esclama Angelo Cresco mostrando alcune carte, «hanno le gambe corte, e considerato il fatto che le ditte coinvolte non sono certo formate da avventurieri e che qualche garanzia devono averla pur avuta, il Comune non può continuare a fare la scimmietta che non vede, non sente e non parla». Con Cresco ci sono Claudio Magagna, Umberto Toffalini, Dino Facchini, Giuseppe Genovese, Aldo Isalberti e altri militanti. «La società immobiliare San Leonardo srl», aggiunge Cresco, «è formata per metà dalla società Adige Docks dei fratelli Mazzi e dalla milanese Palladium Italia e il suo oggetto sociale, come risulta alla Camera di commercio di Verona, è esplicito: "intervento edilizio relativo all'area della Casa San Leonardo e zone limitrofe" e ciò comprende "le attività connesse ad un eventuale cambio di destinazione urbanistica dell'area". Quindi ci batteremo affinché ciò non avvenga né oggi né domani. Tra l'altro risulta che siano già stati fatti degli sbancamenti e che siano stati tolti degli ulivi secolari». Cresco mostra un documento datato 22 gennaio 2008 che dice di aver ricevuto anonimamente. Si tratta di un "contratto preliminare" con la società Mazzi impresa generale costruzioni che risulta sottoscritto dallo stimmatino padre Livio Guerra. In esso si parla della possibilità che le aree delle Torricelle «possano nel futuro assumere vocazione edificatoria e in particolare possano consentire la realizzazione in via preferenziale di una casa di riposo per anziani o secondariamente di un albergo». L'assessore all'urbanistica, Vito Giacino, però, chiude le porte a qualsiasi velleità di costruire un albergo di lusso nella struttura religiosa. «Questa amministrazione», premette, «si è attivata in molti casi a favore dei religiosi, dalle suore del Pestrino alle palestre per gli istituti Seghetti e Don Bosco, e abbiamo dato la massima disponibilità per una struttura per suore anziane della congregazione delle Piccole figlie di San Giuseppe sulle Torricelle. Ma per quanto riguarda l'ex seminario degli Stimmatini», afferma, «ribadisco che l'edificio ricade in una zona collinare vincolata dal punto di vista paesaggistico che prevede l'inedificabilità. Noi, quindi», aggiunge, «siamo disponibili a prendere in considerazione progetti di interesse pubblico, scolastico, di ambito preminentemente religioso o legato al mondo della sanità nel rispetto delle norme e dei vincoli, piaccia o non piaccia. In collina e nel centro storico non c'è possibilità di costruire un albergo, per una scelta urbanistica che abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione e che non vogliamo modificare. Tuttavia non possiamo impedire ai privati di fare i loro programmi». E.S.