Il Teatro ha creato un merchandising con un marchio speciale: presto acquisti nel foyer Digitalizzato larchivio sonoro, sarà scaricabile sul web "Faremo campagne sempre più agguerrite e via internet" UNA collezione di gadget firmati. E la tanto attesa digitalizzazione dellarchivio sonoro, scaricabile anche su web. Sono le due novità in arrivo al Maggio Musicale Fiorentino, in attesa del nuovo teatro alle Cascine, «che dovrà essere dotato di una campagna promozionale sempre più agguerrita, spostata molto sul web, il mezzo di comunicazione più forte e globale per un teatro come il nostro» dice Sandro Tranchina, direttore operativo del Comunale. Fino ad oggi, pochi e timidi tentativi. Un profumo. Un foulard. Ora anche per il Maggio è scattata lera merchandising organico e sistematico, «Maggiostore», legato ad una precisa immagine molto minimale - sfondo nero con il logo quadrato come unica macchia di colore - che ricorre su tutti gli oggetti. Per adesso, i primi risultati sono in vendita sul sito www.maggiofiorentino.com. Prestissimo, anche al Comunale. «Tutti i grandi teatri del mondo producono una serie di oggetti con il proprio marchio - spiega Tranchina - Cè una parte di pubblico sensibile alla riconoscibilità del marchio su oggetti di lusso e che non esce da uno spettacolo senza aver acquistato un ricordo, giapponesi in testa». Il Maggio, è ovvio, «non poteva non tenere conto dellartigianato deccellenza toscano». Andrea Bianchini, maestro cioccolatiere, ha ideato cioccolatini a forma di giglio, ripieni di vin santo; quelli serigrafati con tante chiavi di violino contengono miele di corbezzolo. Oltre ad una delle sue conosciutissime agende flessibili, in vendita anche al MoMa di New York, Giuliano Mazzuoli, designer di Tavernelle Val di Pesa, ha ideato una versione speciale di Mokina, la penna che ricorda una caffettiera, color «rosso passione». La Fiorentina, antica ditta di saponi, ha inventato «Domino», una saponetta al profumo di violetta che da una parte ha intagliata limmagine del Duomo, dallaltra il marchio del Maggio. Infine, limmancabile t-shirt: riproduce il manifesto delledizione 1950 del Maggio dipinto da Gianni Vagnetti. «Arriveranno altre firme - anticipa Tranchina - come il profumiere Villoresi, che ha ideato per noi tre essenze diverse giocando sulla parola aria: quella atmosferica, nella quale rimangono sospesi gli odori, e quella lirica, nel senso di forma musicale». Il problema della digitalizzazione dellarchivio sonoro del Maggio, ricchissimo di documentazione ma ad alto rischio di deperibilità, è da anni oggetto di discussione, ma non di progetti. «La fondazione Rinascimento Digitale, che applica le nuove tecnologie nellambito della conservazione dei beni culturali, ci ha fornito un business plan al riguardo, e contiamo su finanziamenti regionali. Vorremmo che alcune registrazioni potessero essere consultate da Internet, come le immagini dellarchivio di bozzetti e figurini, in attesa della zona museale allinterno del nuovo teatro. Il sito del Maggio deve diventare sempre più vivo e interattivo. I giovani devono rendersi conto che la classica dal vivo non è qualcosa di stantio e polveroso, ma è in perenne movimento. E il web ci aiuta molto in questo». A costo di essere spregiudicati, e Tranchina ha dato prova di esserlo con chiacchierate campagne pubblicitarie: «Agli scettici vorrei chiedere di avere più fiducia: guardate i battage dei grandi teatri inglesi, francesi, tedeschi, americani. Certe volte è vincente ascoltare anche la pancia».