LE folle in estatica ammirazione del Giotto restaurato nella Cappella degli Scrovegni confermano che per risvegliare la memoria del nostro passato artistico occorre un evento di grande impatto. Di segno positivo come un restauro o una mostra, più comunemente di segno opposto come il crollo di un monumento o un furto scandaloso. Tra un evento e l'altro non ha avuto forte respiro l'iniziativa per diffondere conoscenza e amore nei ragazzi «Ogni scuola adotta un monumento». Meriterebbe di più. Manca la spinta necessaria per ottenere la cura costante di un patrimonio unico al mondo: quattro milioni di monumenti su cinque censiti in tutta Europa, 36 milioni di opere d'arte e di «pezzi» di valore artistico, storico, archeologico. Dai Bronzi di Riace quasi dimenticati e dai menhir misteriosi delle campagne pugliesi alle pitture e sculture raccolte in centinaia di piccoli musei poco conosciuti. Prevalgono le esigenze di salvataggi urgenti dove l'abbandono rischia di causare disastri. Può trattarsi degli affreschi di Benozzo Gozzoli nel Sacello dell'Isola Bisentina (Lago di Bolsena) o di quelli di artista anonimo che coprono le pareti del piemontese Castello di Lagnasco, già consolidato per scongiurare il crollo della torre. Tra i 40 mila castelli e palazzi storici moltissimi richiedono lavori. Vedi il seicentesco Palazzo Giustiniani Odescalchi a Bassano Romano, sulla Via Cassia. Alcuni sono rinati per merito del Fai (famoso il Castello della Manta), altri vengono riutilizzati come alberghi per agriturismo (principalmente in Toscana) oppure come residenze. In Piemonte sono quasi 600. Ma certi casi contrari provocano indignazione: a Sambuca di Sicilia, nel Belice, la Chiesa Madre costruita su un castello arabo è ancora da ricostruire e il terremoto risale al '68. Speriamo che vada meglio per le chiese e per altri monumenti colpiti dai terremoti in Umbria e nelle Marche, danneggiati dalle recenti inondazioni nelle valli lombarde. Le risorse per i beni culturali sono sempre più magre. Ne è prova ai limiti del grottesco quel che è avvenuto agli Uffizi: il museo più L'arte? E' un tesoro non metterla da parte importante del mondo non aveva i soldi per pagare le bollette della luce. Ora il debito con l'Enel è stato saldato, ma lo scandalo conferma che le somme destinate al nostro patrimonio sono ridicolmente sproporzionate. Mancano persino i pochi milioni di euro, forse tre, che sarebbero necessari per completare il catalogo e aggiornare le conoscenze delle condizioni dei monumenti, però col seguito di interventi tempestivi. Si sapeva benissimo che la Cattedrale barocca di Noto, dichiarata patrimonio dell'umanità dall'Unesco, era a rischio per infiltrazioni sotterranee. Non si fece nulla e le cupole crollarono il 13 marzo 1996. Oggi altri mali si aggiungono alla povertà dei mezzi e ai ritardi burocratici. Sono quelli derivanti dalla legge Tremonti che ha creato la «Patrimonio Spa» per fare quattrini con i beni culturali, trattati con rozza disinvoltura. Fa testo il caso della Venere di Cirene: volendo rispedirla in Libia è stata sdemanializzata e perciò sottratta ai vincoli di tutela «per mancanza di interesse culturale». Contro questa aberrazione Italia Nostra ha fatto ricorso al Tar. Per di più rinasce il timore che si vogliano vendere o in qualche modo sfruttare le opere d'arte giacenti nei depositi dei musei. Soltanto agli Uffizi sono quasi un migliaio perché il progetto di ampliamento degli spazi espositivi ha fatto pochi passi dal 1989. Intanto il piano terreno è tutto un negozio. Bene la vendita di cataloghi e guide, ma la spinta alla commercializzazione e alla privatizzazione oltre a far danni sarebbe del tutto illusoria. I grandi musei americani citati a modello ricevono ogni anno cospicue donazioni di privati ed anche contributi pubblici per far quadrare i bilanci, altrimenti passivi. Grave minaccia viene da alcune «Grandj Opere» programmate dal governò, se i progetti non rispettano paesaggi preziosi e i loro monumenti. L'autostrada Trento-Vicenza-Rovigo solcherebbe dolci colline venete con ville palladiane, ma più di tutto preoccupa la diffusa disattenzione per le sorti del patrimonio storico, artistico culturale, mentre la cultura della conservazione viene ancora scambiata con la nostalgia del passato.
Sempre più magre le risorse per i Beni Culturali.
In Italia, la mancanza di risorse e la disattenzione per il patrimonio culturale sono problemi gravi. I monumenti e le opere d'arte sono in pericolo, a causa di infiltrazioni, terremoti, inondazioni e abbandono. La legge Tremonti ha creato la Patrimonio Spa, che ha generato critiche per la sua gestione rozza e disinvoltura. Alcuni casi di abbandono e danneggiamento sono stati segnalati, come la Chiesa Madre di Sambuca di Sicilia, che è ancora da ricostruire dopo il terremoto del '68. Le risorse per i beni culturali sono sempre più scarse, e la cultura della conservazione viene spesso confusa con la nostalgia del passato.
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