20 MILIONI PER IL SISTEMA IDRAULICO L'evento è stato imprevedibile, all'una avevamo dato l'allarme per il livello del Contesora LUCCA. Servono almeno 20 milioni per la ricostruzione degli argini del Serchio e per il ripristino del sistema idraulico. Ma soprattutto c'è bisogno di un aiuto a livello regionale e nazionale, di un impegno forte per un intervento di tipo infrastrutturale. Lo ha detto il presidente della Provincia Stefano Baccelli, nel corso della conferenza stampa sull'alluvione, tenuta a Palazzo Ducale insieme al sindaco Mauro Favilla, al segretario dell'Autorità di bacino del Serchio Raffaello Nardi, all'assessore regionale Marco Betti e ai tecnici dell'ente. LO STATO DI CALAMITÀ Baccelli ha firmato due lettere per richiedere lo stato di calamità regionale e quello nazionale, che potrà consentire indennizzi anche per i privati. Domattina è fissato un incontro con i sindaci, i parlamentari, i consiglieri e gli assessori regionali lucchese e il presidente della Camera di Commercio per capire come intervenire e sostenere le attività. «La situazione è gravissima - ha detto Baccelli -. Dal punto di vista viario chiude le strade 445 di Camporgiano, 50 di Vagli, 16 di San Romano e la strada di Arni. Ho messo a disposizione 250mila euro per i primi interventi». IL SISTEMA IDRICO Il personale della Provincia ha lavorato tutta la notte con le idrovore giunte da Grosseto e Firenze e 70 camion di massi ciclopici per ripristinare provvisoriamente gli argini che hanno ceduto a S. Maria a Colle. «Argini costruiti con materiali poveri per contenere i costi», ha chiarito l'ingegner Gennarino Constabile, responsabile dell'ufficio difesa del suolo della Provincia, aggiungendo che l'ente spende 150mila euro l'anno per la manutenzione». «Gli argini risalgono al 1700, ma sono stati fatti benissimo», ha spiegato il professor Nardi: «Perchè hanno ceduto? Non riesco a capirlo, anche se quello è un punto delicato perchè in quel tratto il corso del Serchio è stato addrizzato. L'argine avrebbe dovuto tenere fino a una portata di 2000 metri cubi al secondo». Affermazione che però non ha trovato d'accordo il presidente Baccelli: «Non possiamo fare un'affermazione del genere, è in contraddizione con quanto avvenuto, perchè il fiume ha rotto in due punti». E le dighe? Tutti d'accordo su questo punto. La gestione Enel degli impianti è stata corretta. Gli invasi hanno trattenuto acqua attenuando la piena di 80 metri cubi al secondo. I SEGNALI DI ALLARME Il Contesora cresceva di livello, al punto che erano entrati in funzione i muretti di rialzo in calcestruzzo. Lo ha detto l'ingegner Riccardo Gaddi spiegando che «c'erano state piccole fuoriuscite di acqua dal Serchio, ma non c'erano segni di pericolo, nemmemo sulla sommità dell'argine. Avevamo criticità alle cateratte di Nozzano, poi invece ci sono state le rotture». EVENTO IMPREVEDIBILE Il sindaco Mauro Favilla su questo punto è stato chiaro: «L'esondazione del Serchio non poteva essere prevista, per questo non avevamo avvertito la popolazione. All'1 di notte, però, preoccupati per il Contesora, avevamo allertato la gente di mettere le macchine in sicurezza. C'è chi lo ha fatto e chi no. Dove non avevamo previsto che arrivasse una massa d'acqua è nella zona del campo sportivo di Santa Maria a Colle». A far discutere - oltre al mancato allarme - c'è anche l'assenza di sacchi di sabbia che sono dovuti arrivare da Capannori. CIBI CALDI E CANDELE Secondo Favilla però le famiglie hanno preso l'allerta alla leggera, hanno tardato a mettersi in movimento. «Pensavo che la gente venisse via volentieri - ha aggiunto il sindaco - avevamo allestito 200 posti. Invece solo 15 persone hanno accettato di spostarsi a Maggiano. Trenta anziani sono stati portati a Monte San Quirico e alla Pia Casa, altre con problemi di salute più gravi in ospedale. Molte sono rimaste a casa al punto che la protezione civile l'altra sera con i canotti le ha rifornite di cibi caldi e candele». L'ACQUA NON VA USATA Favilla ha firmato due ordinanze: a Sistema Ambiente per la rimozione delle carcasse degli animali e per il divieto di uso dell'acqua, se non viene prima bollita. LE CASE IN GOLENA I danni avrebbero potuto essere molto minori se non si fosse costruito a ridosso del fiume, in golena. «Purtroppo il via libera lo ha dato una legge degli anni '60 - ha detto Nardi -. Poi ci sono stati abusivismi e condoni a raffica». «Non rilasciare più permessi edilizi? Non dipende da me, ma dal piano regolatore», ha chiuso il sindaco Favilla. Le competenze? Del sindaco Deve coordinare i servizi di soccorso e assistenza alle popolazioni colpite dalla situazione di emergenza Alla Provincia spetta il compito di raccogliere ed elaborare i dati LUCCA. La legge 225 del 24 febbraio 1992 che istituisce il servizio nazionale della protezione civile è chiara: all'articolo 15 precisa che: «Al verificarsi dell'emergenza nell'ambito del territorio comunale, il sindaco assume la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e assistenza alle popolazioni colpite e provvede agli interventi necessari, dandone immediata comunicazione al prefetto e al presidente della giunta regionale. Quando la calamità naturale o l'evento non possono essere fronteggiati con i mezzi a disposizione del comune, il sindaco chiede l'intervento di altre forze e strutture al prefetto, che adotta i provvedimenti di competenza, coordinando i propri interventi con quelli dell'autorità comunale di protezione civile». In questo ambito le competenze della Provincia sono più generiche, di rilevazione, raccolta e elaborazione dati. Gli stessi concetti vengono ribaditi dalla legge regionale 67 del 2003 per la protezione civile. L'articolo 8, comma d, recita: «Il Comune adotta gli atti e tutte le iniziative necessarie per garantire, in emergenza, la salvaguardia della popolazione e dei beni, assumendo il coordinamento degli interventi di soccorso nell'ambito del territorio comunale e raccordandosi con la Provincia per ogni necessario supporto». IL DRAMMA ALLUVIONE I DATI Pioggia, caduti 150 millimetri LUCCA. In 24 ore, tra giovedì e venerdì, sono caduti nel bacino del Serchio 150 millimetri di pioggia con una punta di 375 a Orto di Donna. C'è poi da considerare il contributo dello scioglimento della neve, 30 millimetri. Così la portata massima del Serchio è stata di 1500 metri cubi al secondo a Borgo a Mozzano, 1800 a Lucca e 1900 a Vecchiano: nel 2000 era stata di 1580 metri cubi a Borgo a Mozzano e 1700 a Vecchiano.
TOSCANA - LUCCA. Baccelli chiede lo stato di calamità per indennizzare anche i privati
La città di Lucca è stata colpita da un evento di alluvione del fiume Serchio, che ha causato danni significativi alle infrastrutture e alle proprietà. Il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, ha dichiarato che sono necessari almeno 20 milioni di euro per la ricostruzione degli argini e il ripristino del sistema idraulico. Ha anche richiesto un aiuto a livello regionale e nazionale per un intervento di tipo infrastrutturale. Il sindaco di Lucca, Mauro Favilla, ha affermato che l'esondazione del fiume non poteva essere prevista e che la popolazione non è stata allertata a tempo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo