Il direttore: "Non abbiamo soldi, speriamo di non dover annullare i programmi" Sospese le visite guidate nella Sala dei Mappamondi, punto interrogativo sui convegni pianificati da gennaio a maggio, un bilancio dei danni non ancora calcolato nei dettagli ma che potrebbe chiudersi con una cifra non inferiore a un milione di euro. Un Natale per nulla felice allAccademia delle Scienze dopo lallagamento del 23 dicembre causato dalla rottura di due manicotti delle pompe antincendio nel sottotetto. I due mappamondi sono coperti da un lenzuolo bianco e sono stati portati nella pre-sala, i deumidificatori sono accesi senza sosta per risucchiare umidità, ogni tanto piccoli pezzi di intonaco si staccano dalla volta, le scale sono ancora bagnate e non è stato possibile cancellare le tracce della segatura gettata per arginare la cascata dacqua di mercoledì. Unico, grande, sollievo è sapere che i volumi sono salvi perché erano stati portati via due settimane prima per lavvio del cantiere al terzo piano e ora sono al sicuro su scaffalature che consentono la consultazione in un magazzino di fuori Torino. Se fossero rimasti al loro posto, il danno sarebbe stato enorme e il peso di tutti quei volumi inzuppati dacqua avrebbe avuto conseguenze anche sulla staticità della stanza. «Diciamo la verità, a parte questa circostanza davvero sfortunata, un vero disastro», commenta il giorno di Santo Stefano il presidente Pietro Rossi, che anche ieri ha dedicato la giornata di festa a decidere quali saranno i prossimi passi da fare. Primo fra tutti, lo studio accurato della polizza assicurativa per scongiurare ogni ipotesi che alla fine la copertura del danno sia solo parziale. Il presidente non sembra preoccupato ma è vero, ammette, che gli uffici sono al lavoro per chiarire ogni punto del contratto. I tempi duri della crisi non risparmiano lAccademia che, dopo la prima tranche di lavori costati tre milioni per la ristrutturazione e una seconda tranche di tre milioni (finanziamenti della Compagnia di San Paolo) che servono a coprire la seconda fase della ristrutturazione (biblioteca e uffici al primo e secondo piano), si trova con le casse vuote: «Di certo non potremmo sostenere le spese per riportare la Sala dei Mappamondi nelle condizioni di prima e non mi sembrano questi i tempi per contare sul mecenatismo torinese, che già di norma non è paragonabile a quello di una città come Milano, il quale adesso è in crisi», commenta il presidente. Il dolore più grande sarebbe per lui dover spostare in altro luogo lappuntamento più atteso, quello di fine maggio, quando la splendida Sala dei Mappamondi dovrebbe ospitare un convegno sulla teoria dellevoluzione organizzato con lAccademia dei Lincei e lAccademia di Berlino: «È il primo appuntamento internazionale della nostra Accademia, spero davvero che si possa riaprire per quella data, sarebbe un vero dispiacere se così non fosse». Scarse invece le possibilità di farcela per i primi di aprile, la data in calendario per lincontro dedicato alle tradizioni epiche dei popoli indoeuropei. Impossibile ovviamente rispettare il piano per la presentazione del libro di Gustavo Zagrebelski, previsto per il 18 gennaio. Una delle ipotesi è scegliere lAula Magna dellUniversità, ma le trattative sono ancora in corso e nulla per ora è definito. In attesa delle risposte sui tempi della riapertura e sui fondi, è pronto un cronoprogramma sugli interventi tecnici da fare. Già lunedì saranno spostati sessanta metri lineari di libri collocati nei ballatoi, dove si sono manifestate macchie di umidità. Nei giorni successivi, nella sala sarà montato un ponteggio di sicurezza, a scopo precauzionale. In seguito sarà necessario capire quali ditte potranno occuparsi del recupero della Sala, spiega ancora Pietro Rossi: «Faremo probabilmente una gara perché devono essere degli esperti a fare i lavori, ma non sono certo in tanti quelli che sono in grado di farlo». Per intervenire sui mappamondi, aggiunge, «le ditte conosciute credo siano soltanto due, un lavoro molto delicato da non sottovalutare». Sommati tutti i problemi, i tempi potrebbero essere lunghi e, anche se i vigili del fuoco hanno vietato laccesso alla sola Sala dei Mappamondi, potrebbero trascorrere più di sei mesi prima che lAccademia riprenda la sua aria nobile di sempre. «Daltronde la Sala dei Mappamondi è il cuore dellAccademia e prevedere visite guidate senza visitarla non avrebbe molto senso», dice il suo presidente. Nessun danno invece al Museo Egizio, che ieri ha ripreso in tutta tranquillità. Solo per le prime ore dopo lincidente, e solo per consentire il controllo ai vigili del fuoco, è stata chiusa la prima sala e spostato per cautela il Papiro Regio. Unico segno visibile della cascata dacqua, una piccola macchia di umidità nella prima sala dellEgizio, peraltro quasi impercettibile. Per il resto, i visitatori di Natale e di Santo Stefano non hanno notato nessuna anomalia.
TORINO - Accademia delle Scienze, un milione di danni
Il direttore dellAccademia delle Scienze, Pietro Rossi, ha dichiarato che la Sala dei Mappamondi è stata sospesa alle visite guidate a causa della rottura di due manicotti delle pompe antincendio nel sottotetto. Il danno è stimato in un milione di euro. I due mappamondi coperti da un lenzuolo bianco sono stati portati nella pre-sala, dove sono stati accesi i deumidificatori per risucchiare l'umidità. Il presidente Rossi ha affermato che il dolore maggiore sarebbe per il convegno internazionale di fine maggio, che doveva ospitare la Sala dei Mappamondi, e che le possibilità di farcela sono scarse.
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