Il regista Ninni Bruschetta parla dello spettacolo su Messina Abbiamo in questo periodo storico e avremo mai la statura morale, la dignità necessaria per costruire le cosiddette "grandi opere", prima tra tutte il ponte sullo Stretto? Il cuore di Lavori in Corso, ultimo contributo di Claudio Fava alla tradizione del grande teatro civile, risiederà proprio in questo interrogativo, lasciando che lo spazio di riflessione si insinui nel percorso mentale dello spettatore quasi di soppiatto, e navigando in un territorio che ha più ombre che luci, e in cui lunica certezza paradossalmente risiede nel pronome dellinquietante quesito iniziale, quel "noi" che qui assume una una dimensione storica e antropologica allargata, e raggiungere così la definizione di un popolo: noi siciliani, per lappunto. «Sarà innanzitutto uno spettacolo dedicato alla mia Messina», rivela il regista Ninni Bruschetta, attore per il grande pubblico del cinema e della tv ma da anni bandiera del teatro civile italiano, «un omaggio alla sua bellezza e alla gloria del suo passato ma anche unindagine in grado di raccontarne lalterità anche rispetto al resto della Sicilia, linvoluzione che da grande porto del Mediterraneo lha portata ad essere nientaltro che un molo, un vuoto punto di attracco per viaggiatori». Il testo, scritto in origine da Fava allindomani del disastro ferroviario di Rometta, e rielaborato lungamente fino alla sua versione attuale, verrà messo in scena in anteprima al Vittorio Emanuele di Messina il 20 gennaio, con David Coco protagonista, grazie ad una coproduzione tra il Teatro di Messina e la storica compagnia di Bruschetta Nutrimenti Terrestri. Due le piaghe, tutte siciliane, che Lavori in corso si propone di mettere a nudo: quel disgraziato deragliamento del treno a Rometta nel 2002, le cui radici risiedono nei soliti subappalti dati alle ditte dei clan mafiosi, e la realizzazione del ponte sullo Stretto, con tutte le sue implicazioni sul piano ambientale, sociale, politico e soprattutto economico. «La mia personale idea sul ponte di Messina - dice il regista - è che lipotesi, decennale, di costruzione non sia guidata da una vera volontà di sviluppo, perché se fosse stato così si sarebbero già costruite le autostrade, si sarebbe fatto il raddoppio ferroviario, si sarebbe evitato quanto successo recentemente a Giampilieri e a Scaletta Zanclea. Il ponte, invece, rappresenta lemblematico punto di arrivo di un percorso di cementificazione, di indiscriminato "sacco" del territorio, e allo stesso tempo lunica possibilità che ha la criminalità organizzata di raschiare il barile». Lo spettacolo, però, sul ponte sospenderà ogni giudizio, e si concluderà con un finale morale che costruirà un mosaico di grande suggestione visiva e partecipazione collettiva, che vedrà al centro la figura di Don Puglisi. «Perchè il giudizio appartiene al pubblico, non certo al teatro».
SICILIA - Fava indaga sul ponte con "Lavori in corso"
Il regista Ninni Bruschetta parla dello spettacolo "Lavori in Corso" di Claudio Fava, che esplora la storia e l'identità di Messina. L'opera è un omaggio alla città e alla sua bellezza, ma anche un'indagine sulla sua alterità rispetto alla Sicilia. Il testo, scritto da Fava dopo il disastro ferroviario di Rometta, esamina le piaghe siciliane, come il deragliamento del treno e la realizzazione del ponte sullo Stretto.
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