POMPEI. Vertenza sugli straordinari arretrati o applicazione del fondo di produttività. E gli Scavi restano chiusi: la Soprintendenza archeologica di Pompei ha fatto sapere che, per la convocazione di assemblee sindacali indette dal coordinamento sindacale unitario Cgil, Cisl, Uil, Unsa, Faldbac e Intesa, tutti i siti di competenza (Scavi di Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia e Museo di Boscoreale) potrebbero restare chiusi dalle 8,30 alle 10,30 da lunedì a venerdì. La direzione amministrativa della Soprintendenza, in una nota, «pur rispettando il diritto dei lavoratori all'assemblea sindacale ne sottolinea l'utilizzo improprio che se ne sta facendo, che provocherà gravissimi disagi ai turisti, in uno dei periodi di maggior affluenza per le aree archeologiche». La direzione amministrativa - prosegue la nota - sottolinea inoltre che la propria disponibilità a trovare una forma di mediazione espressa con lettera in data 30 giugno, in attesa delle future soluzioni sui temi della protesta riguardanti gli straordinari 1988-96 e l'applicazione del Fondo di produttività, non è stata presa in nessuna considerazione dalle organizzazioni sindacali». Si tratta in particolare dell'apertura di un tavolo di trattative e la richiesta al Ministero di impegnare sul Bilancio Sap gli oneri derivanti dal pagamento degli straordinari del personale, e a corrispondere al personale un piccolo anticipo. La vicenda straordinari, a carico del ministero per i beni e le attività Culturali, riguarda emolumenti dal 1988 al 199B. I sindacati dal canto loro contrattaccano: «Le dichiarazioni di disposnibilità da parte della sovrintendenza sono aria fritta - evidenzia Renato Petra, segretario regionale della Faldbac -. Ci chiediamo perché il ministero ancora non intervenga nonostante la situazione di disagio per i lavoratori sia evidente». Ma per il manager «Per pagare gli arretrati bisogna prima accertare le singole posizioni dei lavoratori e per questo è stata costituita una commissione -spiega il direttore amministrativo Giovanni Lombardi -Senza prima l'accertamento delle singole posizioni non si può far nulla e la commissione che deve accertarli è ancora al lavoro». Inoltre, con una lettera inoltrata agli oltre 800 dipendenti della Soprintendenza Autonoma di Pompei, il direttore amministrativo Lombardi, lancia un allarme in vista dei cinque giorni di agitazione previsti: «Pur rappresentando gli scavi di Pompei una attrattiva a livello mondiale - si legge nella lettera - è bene ricordare che non è l'unica e pertanto gli operatori turistici potrebbero indirizzare la propria clientela, che rappresenta il patrimonio della Soprintendenza, verso altre mete che offrono maggiori affidabilità in termini di servizio».
Scavi chiusi per protesta: turisti in fuga
La Soprintendenza archeologica di Pompei ha convocato assemblee sindacali per i dipendenti che lavorano negli scavi e nei siti archeologici. La convocazione è stata richiesta dalle organizzazioni sindacali per discutere gli straordinari arretrati e l'applicazione del fondo di produttività. La direzione amministrativa della Soprintendenza ha risposto che la convocazione potrebbe causare disagi ai turisti, in particolare durante i periodi di maggior affluenza. La direzione ha anche affermato che non ha preso in considerazione le richieste delle organizzazioni sindacali per aprire un tavolo di trattative e per impegnare il Ministero per i beni e le attività culturali per pagare gli straordinari.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo