Terna sceglie i migliori progetti e ammoderna la rete elettrica: benefici di 1 miliardo lanno «Proviamo a cambiare limmagine di "soldati industriali" che i tralicci oggi hanno per andare verso piloni eleganti, ispirati alle foglie e agli alberi. Proviamo a trovare un dialogo con la natura perché i tralicci possano danzare con lei». È lobiettivo che si era posto larchitetto Hugh Dutton, dello studio Rosental di Torino. E lo ha centrato: si è piazzato al primo posto nel concorso per i tralicci dautore bandito da Terna, la società che gestisce 60 mila chilometri di rete ad alta e altissima tensione e vuole ammodernare limmagine delle infrastrutture elettriche: unimmagine ammaccata da decenni di crescita senza regole e dalle polemiche sullelettrosmog. La forma non è tutto, ma conta. E trasformare lintrico disordinato della rete elettrica italiana in linee razionali che sinseriscono nel paesaggio è un salto importante. Rosental ha preso a modello una foglia. Lo studio Frigerio, secondo in classifica, ha provato a dare forma al caos, cercando la bellezza nellirregolarità. Il gruppo Giugiaro, terzo, ha puntato sullessenzialità e la funzionalità. «Abbiamo deciso di spendere questi nomi perché il paese ha bisogno di grandi investimenti nel settore ed è il caso di farli puntando sulla qualità», spiega Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna. «Decongestionando la rete eviteremo di sprecare 1,2 miliardi di chilowattora lanno: ci sono i margini per ottenere un buon risparmio sulle bollette e nello stesso tempo migliorare limpatto paesaggistico delle linee. I tralicci dautore costeranno il 50 per cento in più, ma lextra costo scende al 5-6 per cento calcolando linvestimento sul complesso della linea e il bilancio complessivo delloperazione resta largamente in attivo. Inoltre diamo un segnale chiaro: la modernizzazione del paese può essere un vantaggio economico, estetico, ambientale». Nel progetto, che prevede labbattimento di 1.200 chilometri di vecchie linee ad alto impatto paesaggistico e la realizzazione di 2 mila chilometri di nuovi elettrodotti ad alta tecnologia, Terna ha investito nellultimo anno 850 milioni. Altri 6 miliardi verranno messi sul tappeto nel prossimo decennio. Lobiettivo è allargare i colli di bottiglia che rendono inutilizzabile una parte della produzione elettrica costringendo a costruire nuove centrali. Unesigenza che nei prossimi anni verrà rilanciata dallo sviluppo delle fonti rinnovabili che richiedono una maggiore ramificazione della rete. «La congestione delle linee ha un costo quantificabile: 1,5 miliardi di euro lanno che paghiamo in bolletta», aggiunge Cattaneo. «Per risanare la situazione spenderemo 480 milioni di euro lanno. Resta un beneficio economico da 1 miliardo lanno: un vantaggio netto che si traduce anche nella possibilità di evitare la costruzione di nuove centrali. La fluidificazione della rete dà al sistema lequivalente della realizzazione di 8 impianti da 1000 megawatt. I conti delloperazione tornano. Per far tornare i tempi di realizzazione bisognerebbe ottenere lunificazione delle procedure autorizzative. Oggi si rischia di far partire un campo eolico o una centrale a gas senza avere la possibilità di connetterle alla rete il giorno dellinaugurazione».